Bandiere rosse, sorpassi in curva 1, tanti incidenti e una gara da seguire fino all’ultimo secondo. Il primo Mugello della storia della Formula 1 è un'esperienza surreale una gara durata più del solito, una bagarre incessante ad ogni ripartenza, colpi di scena e equilibri rimescolati. Così strana che una Williams ha rischiato la zona punti. Un solo sorpasso nel nostro ranking che non rispecchierà quelle che sono le due classifiche mondiali, ma è una sorta di valore assoluto delle dieci scuderie

1. Mercedes (-) : Un weekend di pausa, poi sono tornata a duettare là davanti. L’unico rivale, Max Verstappen, si è tolto da solo dalla gara con un’incidente (causata da una perdita di potenza improvvisa). Potremmo azzardare a dire che Lewis Hamilton non ha rivali ormai perchè nonostante Bottas sia stato più veloce, nonostante la prima partenza, in cui il finlandese l’aveva sorpassato, nonostante la seconda, in cui Bottas era rimasto primo, Lewis Hamilton vince, domina e straccia i record. Bottas non ha quel qualcosa in più, come Nico Rosberg, che gli può permettere di vincere il mondiale. Ode a Lewis.

2. Red Bull (-) : Menomale che Albon c’è, sennò a curva 2 del primo giro le speranze della Red Bull erano già morte. Tante operazioni alla pancia della vettura di Max Verstappen prima della gara, scattano i semafori e capiamo perchè. Quel team radio cagnesco dell’olandese è sinonimo di un altro zero nella casella dei punti di Mad Max dopo quello di settimana scorsa ed è sinonimo di un bel saluto alla lotta mondiale. Ma Alexander Albon si traveste da Max Verstappen e si prende il primo podio in carriera (stavolta non c’è Hamilton ad andargli addosso). Grande iniezione di fiducia per l’anglo-thailandese che risponde a Gasly.

3. McLaren (-) : In una pista in cui le Racing Point e la Renault erano una spanna, se non due, sopra a loro, la McLaren limita i danni. Carlos Sainz era il più in palla dei due (infatti è l’unico ad aver centrato il Q3), ma la sua gara si frantuma alla ripartenza della prima Safety Car in quel caotico incidente. Da lì, Lando Norris resiste, sorpassa solo Leclerc e vede gli avversari davanti eliminarsi da soli (Stroll e Ocon) e chiude con un ottimo sesto posto. Così fanno le grandi scuderie nei weekend in cui non sono forti.

4. Racing Point (-) : Racing “occasioni perse” Point. Così la chiameremo d’ora in avanti. Grande velocità sul circuito toscano (venerdì anche più veloci delle Mercedes), grandi qualifiche, grandi partenze, Lance Stroll era terzo, pronto a bissare il podio del weekend scorso e invece c’è il cedimento, c’è un botto fragoroso, c’è la seconda bandiera rossa. Oltre quindici punti buttati al vento dalla scuderia inglese che non poteva ambire di più del quinto posto con un Perez che montava ancora i pezzi vecchi.

5. Renault (+1) : Un altro podio sfiorato per Daniel Ricciardo. Dopo Silverstone I e il Belgio, l’australiano stavolta soffre di più perchè quel terzo posto l’ha occupato per diversi giri, prima di esser stato attaccato all’esterno in Curva 1 da Albon. Tatuaggio rimandato per Abiteboul che deve capire però il motivo dei tanti rinvii/problemi avuti dalla sue vetture. Esteban Ocon si è ritirato per la seconda volta in stagione (terza con l’Austria di Ricciardo), ma i problemi si riscontrato anche nelle prove del venerdì e del sabato. Bene, ma non benissimo

6. Alpha Tauri (-1) : Da la vittoria di Monza al sedicesimo posto in qualifica fino al botto in Curva 2. L’altalena emotiva di Pierre Gasly: dalla gioia immensa alla frustrazione di quel sandwich che gli è costato la gara. Ma ci pensa Daniel Kvyat a portare punti a casa. Anche per lui una gara solida, sorpasso a Leclerc, ma non aveva il ritmo per poter impensierire la McLaren di Lando Norris. Settimo posto, comunque, per una scuderia in grande crescita.

7. Ferrari (-) : Ringraziamo con tanta gioia gli otto ritirati che permettono alla Ferrari di centrare per la seconda volta (la prima a Silverstone I) la zona punti con entrambi i piloti. Sempre i soliti problemi: gli altri aggiornano e migliorano, la Ferrari rimane la stessa del’Austria e scorre lenta sul rettilineo e si fa sorpassare. Normale che le prestazioni peggiorino se non si rimane al passo. Charles Leclerc è meraviglioso: per poco non si ritrova secondo dopo la prima partenza, resiste oltre sette giri agli attacchi di Lance Stroll. Quando viene sorpassato si deprime e lascia passare. Non si può continuare così.

8. Alfa Romeo (-) : Sale sulla DeLorean Kimi Raikkonen. Torna al Mugello del 2000 quando la Formula 1 lo scoprì sotto il nome di Eskimo (la storia l’ha raccontata molto bene Carlo Vanzini durante il weekend). Mugello 2020, torna a punti con la sua Alfa e che peccato per quella penalità di cinque secondi che gli ha tolto il sorpasso su Antonio Giovinazzi in classifica. Ma è stato magistrale a creare il gap su Vettel. Chapeau.

9. Haas (-) : Il voto sarebbe DNP (Did not play, non ha giocato la traduzione). Perdono subito Magnussen nel botto sul rettilineo e Grosjean chi l’ha visto? Urge una profonda ristrutturazione nella squadra e nei piloti che così non va.

10. Williams (-) : George Russell, passione Mugello. Prima tiene la macchina sulla ghiaia alla Casanova-Savelli con l’esperienza di un veterano da mille gare, poi sfrutta i molteplici per passare il tempo in Zona punti e per lottare. Ad un certo punto sembrava poter attaccare Sebastian Vettel. Così non è stato, ma gli sprazzi di talento di Georgie si stanno iniziando a vedere.

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Sezione: Editoriale / Data: Lun 14 settembre 2020 alle 11:25
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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