Stefano Domenicali torna a difendere il numero di eventi della Formula 1, ribadendo come le 24 gare stagionali siano sostenibili e coerenti con la natura globale del campionato. In un’intervista rilasciata a L’Equipe, il CEO della F1 ha sottolineato come, rispetto ad altri sport, il calendario resti contenuto e come il viaggio faccia parte integrante del mestiere di piloti e addetti ai lavori.
Il confronto con gli altri sport e il peso dei numeri
Domenicali ha voluto inquadrare il dibattito partendo da un confronto diretto con le altre discipline sportive. Nel mondo dello sport professionistico, molte competizioni prevedono stagioni lunghissime, con un numero di eventi che arriva anche a ottanta o cento appuntamenti all’anno. In questo contesto, le ventiquattro gare della Formula 1 assumono una dimensione diversa e meno estrema di quanto spesso venga raccontato. "Se si guardano gli altri sport, in molte realtà si arriva tranquillamente a 80 o 100 eventi, mentre noi siamo fermi a 24", ha spiegato Domenicali, rimarcando come il carico competitivo della F1 sia elevato per intensità, ma non per quantità. Il messaggio è chiaro, il calendario attuale rappresenta un equilibrio tra esigenze commerciali, spettacolo e sostenibilità organizzativa.
La Formula 1 come sport globale
Al centro del discorso di Domenicali c’è la definizione stessa della Formula 1 come sport globale. La natura internazionale del campionato comporta inevitabilmente spostamenti continui, fusi orari diversi e settimane lontano da casa, ma questo aspetto viene considerato parte integrante del lavoro. "Essendo uno sport globale, viaggiare e vivere tutti questi posti meravigliosi fa parte del nostro lavoro", ha aggiunto il CEO della F1. Secondo questa visione, il viaggio non è solo una necessità logistica, ma anche un elemento identitario del campionato, che permette alla Formula 1 di mantenere una presenza planetaria e di parlare a mercati e culture diverse. Ridurre drasticamente il numero di eventi significherebbe, in quest’ottica, snaturare una delle caratteristiche fondamentali della disciplina.
Un tema che divide piloti e addetti ai lavori
Le parole di Domenicali arrivano in un momento in cui il tema del calendario resta al centro del dibattito, soprattutto tra piloti e team. Alcuni hanno espresso preoccupazioni legate alla fatica, alla gestione della vita privata e alla pressione continua di una stagione sempre più lunga. La posizione della F1, però, resta ferma sulla necessità di trovare un compromesso che non penalizzi lo spettacolo né la crescita del campionato. Domenicali non nega la complessità della situazione, ma ribadisce che il numero attuale di gare è il risultato di una valutazione complessiva, che tiene conto di interessi sportivi, economici e organizzativi.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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