McLaren ha deciso di non condividere i dati di configurazione tra Lando Norris e Oscar Piastri durante il weekend di Abu Dhabi, ultimo del mondiale di Formula 1. Una scelta che rappresenta una novità assoluta in un contesto di lotta mondiale e che cambia drasticamente le dinamiche interne della squadra. I meeting tecnici si svolgeranno separatamente per ciascun pilota con i rispettivi gruppi di ingegneri, creando un regime informativo isolato e mai visto quest’anno. La decisione rende meno lineare la strategia McLaren e apre una finestra tattica per Verstappen. Lo scenario interno diventa quindi un tutti contro tutti, senza un approccio coordinato come nelle gare precedenti. McLaren vuole evitare che le scelte di setup si influenzino a vicenda e lasciare piena libertà di sviluppo a entrambi i piloti, ma il rovescio della medaglia è evidente: questa frammentazione potrebbe trasformarsi in un vantaggio per Red Bull.
McLaren senza dati condivisi: un cambio radicale
Da fonti vicine alla squadra emerge come i meeting tecnici si svolgeranno in due sedi distinte, senza scambio di telemetria e senza confronti diretti sulle scelte aerodinamiche, meccaniche e strategiche. Il lavoro verrà gestito uno a uno, pilota per pilota, con ingegneri dedicati e riunioni separate. La linea della squadra è chiara: evitare che le preferenze di guida di uno condizionino le soluzioni dell’altro, soprattutto nella fase più delicata del campionato. Questa scelta è in parte figlia della maturità tecnica di Norris e Piastri, che hanno spesso mostrato stili e richieste differenti nella gestione dell’assetto, ma apre scenari imprevedibili nella costruzione del miglior pacchetto prestazionale.
Vantaggio per Verstappen? Sì, ed è più semplice di quanto sembri
Separare i dati significa togliere a McLaren il beneficio principale che ha avuto per tutta la stagione: due vetture che spingono nella stessa direzione, rendendo il lavoro di interpretazione pista, grip e aerodinamica molto più rapido ed efficace. Se Norris e Piastri lavorano separati, la fase di correlazione e diagnosi diventa più lenta. Ed è proprio qui che Red Bull può approfittare della situazione. Verstappen, da anni abituato a un ecosistema tecnico centralizzato, si ritrova in una situazione tatticamente favorevole: osserva, interpreta, reagisce. Senza triangolazione interna McLaren, la lettura dei dati avversari diventa meno immediata e la capacità di adattamento di Verstappen può diventare un fattore determinante. La lotta mondiale non sarà più un due contro uno, ma una battaglia individuale.
Motivazioni interne: evitare interferenze psicologiche
La scelta McLaren è anche psicologica: Norris e Piastri arrivano all’ultima gara con una pressione altissima e una convivenza tecnica pienamente condivisa avrebbe potuto creare conflitti, interpretazioni errate e aspettative di team order. Gestire separatamente briefing, setup e valutazioni impedisce che uno pilotaggio influenzi l’altro o che un errore tecnico diventi un boomerang collettivo. La McLaren sceglie il massimo rispetto reciproco, ma paga un prezzo: meno velocità decisionale. Intanto la tensione sta divorando Norris. <<< Clicca qui per continuare a leggere
Credit Photo: depositphotos.com
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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