Mai nella sua carriera Lewis Hamilton aveva collezionato 94 punti dopo quattro gare. La competitività di Max Verstappen e tutto ciò che ne consegue nell’assalto al proprio trono ha rinvigorito lo spirito di Hamilton che, dopo anni di dominio tirannico lungo le piste di tutto il globo, può riversare tutta la saggezza acquisita in una lotta che rimarrà spettacolare e tesa per il resto della stagione. La Spagna è terreno di conquista della Mercedes da sempre e anche quest’anno lo è stato. È dell’inglese la prima spallata a questo mondiale. Quarta edizione stagionale del power ranking che non rispecchierà quelle che sono le due classifiche mondiali, ma è una sorta di valore assoluto delle dieci scuderie e degli attuali rapporti di forza.

1. Mercedes (-): Gli strateghi di Brackley hanno aperto lo scrigno dei ricordi e hanno pescato la tenaglia ungherese per avere la meglio di un Verstappen perfetto in partenza. Avere due macchine da disporre contro l’olandese ha reso più creativa, spregiudicata e sicura l’operazione di sorpasso sulla Red Bull che non poteva rispondere in alcun modo alla velocità trovata da Lewis Hamilton con le gomme nuove. La macchina sembra essere tornata un siluro inarrestabile, molto simile al livello di performance dei rivali della casa d’Austria. Disporre di due piloti però rende tutto più facile.

2. Red Bull (-): L’argomento da analizzare nel post Barcellona è questo: Max Verstappen ha bisogno di aiuto. Ha la velocità, la freddezza, il passo, l’intelligenza nella gestione dei momenti della gara, il talento, la macchina e una scuderia per vincere il titolo mondiale nel 2021. Gli manca solo un compagno di squadra pericoloso come Bottas per lui per lottare realmente alla pari con la Mercedes. Non si può appuntare nulla all’olandese, praticamente perfetto per tutto il weekend. Il quinto posto di Sergio Perez però non serve a nessuno, neanche alla classifica costruttori. Horner e Max l’hanno chiamato a raccolta: serve una mano già a Monaco.

3. McLaren (-): Ricciardo salva la faccia della McLaren nel peggior weekend di Lando Norris da inizio stagione. La Spagna ha azzoppato il ritmo degli inglesi, nettamente più lenti della Ferrari sia in qualifica che in gara. Ma portare punti a casa in questo tipo di weekend è proprio quello che rende solido un progetto tecnico e dieci punti da mettere in classifica sono certamente un buon risultato. Norris in ombra: il feeling con il circuito di Montmelò non è mai stato dei migliori (un ritiro e un decimo posto) e non ha avuto un singolo momento brillante all’interno del weekend. Ricciardo, invece, finalmente l’ha avuto: grande partenza e grande costanza. Sainz era più veloce, ma l’australiano è stato un muro per la sesta posizione.

4. Ferrari (-): Avere del rammarico per il miglior weekend della stagione significa essere sulla strada giusta. Partiamo dalla polemica Binotto-Vanzini: questo progetto tecnico è stato scelto per puntare al nuovo corso regolamentare della Formula 1. Il Covid e l’intoppo del motore hanno reso il 2020 uno spettacolo pietoso per la storia della Ferrari e hanno rinviato di un anno, al 2022, le speranze di dare una macchina come si deve a Charles Leclerc che sa di non poter lottare ad oggi in Spagna con le Mercedes. Quindi va bene tutto, va bene l’emozionarsi davanti ad una splendida prestazione, ma il sensazionalismo e le frasi retoriche anche no. Passando al weekend, la Ferrari ha schiacciato per la prima volta la McLaren in ogni fase di gara e si è messa dietro anche una Red Bull. Peccato per Carlos Sainz che meritava il sesto posto ed è mancato solo il guizzo geniale.

5. Alpha Tauri (-): Si salva l’Alpha Tauri da un weekend che poteva essere tremendo. La crescita dell’Alpine è una sfida in più per la scuderia che deve trovare velocemente un equilibrio all’esuberanza di Yuki Tsunoda per sfidare i francesi al meglio. Il superficiale errore di Pierre Gasly gli costa probabilmente la posizione di Ocon e quindi la vittoria nello scontro con Alpine, ma essersi messo dietro per la terza volta di fila le Aston Martin è un segno di grande costanza per l’ex Red Bull.

6. Alpine (-): Tanto rumore per nulla, Fernando. Tanta determinazione e proclami in settimana e poi una dolorosissima danza della miseria che ha fatto scivolare Alonso fino alla 17esima posizione, addirittura dietro le due Williams. Non il weekend che si aspettava lo spagnolo al suo rientro in madre patria. Ocon, invece, sembra intraprendere un percorso alla Gasly: portabandiera della propria scuderia, mettere quel quid in più capace di metterlo quinto in qualifica e poi saper anche soffrire in gara e portare punti. Altro voto positivo per l’ex Racing Point.

7. Aston Martin (-): Ahia, Aston Martin. Il cambio di brand e di pilota non ha portato gli effetti sperati per una scuderia che sperava di bazzicare per ben altri lidi in questa stagione. Nè Stroll, nè Vettel stanno interpretando al meglio questa vettura. Ad oggi sembrano lontani dalla consistenza dell’Alpha Tauri e dal potenziale dell’Alpine. Avranno voglia di sviluppare questa monoposto? Dalla risposta a questa domanda passa il 2021 di questa squadra.

8. Alfa Romeo (-): Arriverà il giorno in cui Antonio Giovinazzi potrà mostrare tutto il suo talento senza incappare in casini al pit stop? Nei tre anni di carriera in Formula 1 sono più i momenti in cui il muretto del team italo-svizzero ha incasinato i piani e la gara dell’italiano che i momenti in cui ha lanciato il suo talento. Siamo convinti che il pilota di Martina Franca abbia il piede da F1, ma al momento non sembra avere la scuderia capace di esaltarlo. Kimi Raikkonen come al solito fantastico nel far durare le gomme gialle un secolo e mezzo e mettersi lì vicino alla zona punti.

9. Williams (-): Un weekend positivo per la scuderia inglese che riesce a centrare la Q2 con Russell (ormai un habitué) e mettersi dietro in gara un’Alfa Romeo (con Russell 14esimo) e anche l’Alpine di Fernando Alonso (con Latifi 16esimo). Niente punti, ma è normale ma soddisfazioni.

10. Haas (-): Steiner avrà chiesto ai dirigenti Williams cosa si prova ad essere con distacco l'ultima forza del mondiale? In una gara a senso unico ci sono due note positive: una è che Mick Schumacher si conferma il pilota più forte e continuo delle coppia e l'altra è che Nikita Mazepin ha chiuso la corsa. Niente danni per la scuderia e tanta esperienza per il russo. 

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Sezione: Editoriale / Data: Lun 10 maggio 2021 alle 21:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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