Il secondo giorno dei test della F1 2026 a Barcellona si è aperto con un box insolitamente silenzioso: quello della nuova Cadillac. Dopo aver mandato in pista la monoposto nella giornata inaugurale, il team statunitense ha preferito fermarsi oggi per analizzare a fondo i dati raccolti, una scelta quasi obbligata per una struttura al debutto assoluto nel Mondiale. Tra affidabilità da costruire e procedure ancora da rodare, il primo vero contatto con la pista ha già fornito indicazioni preziose.

Un debutto prudente ma ricco di indicazioni

Nella giornata di ieri Cadillac aveva completato 45 giri complessivi, un bottino ridotto se confrontato con i top team ma tutt’altro che trascurabile per una squadra che sta muovendo i primi passi in Formula 1. Parte di quei chilometri sono stati affidati a Sergio Perez, tornato ufficialmente in griglia dopo un anno di assenza. Il messicano, che ha festeggiato il 36° compleanno proprio lunedì, ha chiuso il programma pomeridiano completando gli ultimi 11 giri della sessione, dando un contributo fondamentale alla raccolta dati.

Il quadro che emerge è quello di una vettura ancora acerba, ma già capace di fornire feedback utili agli ingegneri. Le difficoltà incontrate non hanno sorpreso il team, anzi sono state accolte come parte naturale del processo di crescita. In un contesto di rivoluzione regolamentare totale, ogni giro percorso assume un valore doppio per chi, come Cadillac, deve costruire da zero metodi, affidabilità e prestazione.

Le parole di Perez: meglio ora che più avanti

Al termine della giornata, Perez ha offerto una lettura lucida e realistica del debutto Cadillac. “Con un cambiamento regolamentare così profondo, l’obiettivo principale è semplicemente girare e mettere chilometri insieme”, ha spiegato il messicano, sottolineando come vedere la vettura in pista sia già un passo incoraggiante. “Siamo riusciti a completare diversi giri ed è un segnale positivo”, ha aggiunto, senza nascondere però le difficoltà affrontate.

Il punto chiave del suo intervento riguarda proprio i problemi emersi: “Abbiamo avuto parecchi inconvenienti, ma va bene così. È il primo giorno vero e, da questo punto di vista, è stato persino utile”. Un concetto ribadito con chiarezza da Perez, che ha poi concluso con una visione proiettata al breve termine: “Meglio che tutti i problemi vengano fuori adesso. L’idea è sistemarli subito, così da avere giornate molto più lineari nei prossimi test”.

In una F1 oggi che guarda al 2026 come a un nuovo inizio, Cadillac accetta la sfida con pragmatismo. I problemi non spaventano, anzi rappresentano un passaggio quasi obbligato per costruire basi solide. Il vero obiettivo, almeno per ora, non è il cronometro ma arrivare pronti quando il Mondiale entrerà nella sua fase più concreta.

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Sezione: News / Data: Mar 27 gennaio 2026 alle 13:29
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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