La stagione 2026 della Formula 1 non è solo un cambio di motori e aerodinamica, ma una rivoluzione che tocca direttamente la sostenibilità. Per la prima volta nella storia della categoria, tutte le monoposto utilizzeranno carburanti avanzati completamente sostenibili, ottenuti da fonti non alimentari e processi sintetici pensati per ridurre drasticamente l’impronta di CO₂. È una trasformazione che va ben oltre il paddock e che potrebbe avere ripercussioni anche oltre il mondo delle corse, aprendo nuovi orizzonti tecnologici e ambientali.

La svolta dei carburanti sostenibili

Dietro al clamore delle nuove regole tecniche c’è un elemento che potrebbe segnare un prima e un dopo nella storia dello sport: il passaggio ai carburanti completamente sostenibili. Questi non sono semplici biofuel standard, ma combustibili di “seconda generazione” prodotti da scarti agricoli, rifiuti municipali o materia organica non destinata al consumo umano. Secondo quanto spiegato dagli esperti coinvolti nello sviluppo, si tratta di miscele create con materiali di scarto non alimentare, per evitare qualsiasi interferenza con la produzione di cibo e raggiungere una riduzione di oltre il 65 % di emissioni di gas serra lungo tutta la filiera produttiva. 

L’obiettivo dichiarato della FIA è un mondo a “net zero carbon” entro il 2030, e l’introduzione di questi carburanti nella massima serie automobilistica è uno dei tasselli chiave di quel progetto. Gli sforzi dei fornitori, come ExxonMobil che ha lavorato per oltre tre anni su centinaia di formulazioni, hanno portato a un prodotto pronto e certificato già nella seconda metà del 2025, con performance che, pur non essendo direttamente comparabili con i carburanti tradizionali, promettono efficienza e potenza all’altezza delle aspettative. 

Impatto tecnico e prospettive future

Dal punto di vista tecnico, queste nuove miscele rappresentano una sfida tanto imponente quanto quella legata ai motori ibridi profondamente rivisti per il 2026. La combinazione di un’erogazione di potenza 50/50 tra ICE ed elettrico e il carburante sostenibile impatta significativamente su efficienza, mappature e strategie di consumo. È stato stimato che un singolo pieno di questo carburante potrebbe alimentare una casa media per tre o quattro settimane, un'immagine potente che aiuta a capire quanta energia sia racchiusa in questi nuovi composti. 

Oltre al beneficio diretto delle corse, il lavoro compiuto potrebbe avere implicazioni ben più ampie. Se la tecnologia dei carburanti avanzati riuscisse a essere ottimizzata e resa più accessibile, potrebbe un giorno influenzare anche il settore automobilistico di serie, contribuendo alla decarbonizzazione dei trasporti su larga scala. Per ora però, i tecnici sottolineano che la produzione in quantità sufficienti resta una delle principali difficoltà da superare. 

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 14:18
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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