I test di Barcellona sono appena iniziati e già raccontano storie che vanno oltre il cronometro. Nel paddock catalano, mentre i team affinano procedure e raccolgono dati preziosi, l’attenzione si concentra su un’assenza pesante. Aston Martin non sarà in pista nel primo giorno, costretta a inseguire un programma ridotto che rischia di pesare sull’intero lavoro di preparazione, e non lo sarà neanche domani e dopodomani. Un segnale che conferma come la fase di transizione tecnica del team sia tutt’altro che semplice, con implicazioni che vanno ben oltre una singola giornata persa.

Un programma ridotto che pesa sul lavoro tecnico

Secondo quanto filtra dal circuito e come riportato anche da Andrew Benson della BBC, la squadra britannica potrà girare soltanto giovedì e venerdì, saltando completamente il mercoledì per problemi logistici. Una situazione che nel paddock viene letta come il sintomo di un progetto ancora in fase di assestamento. Come vi avevamo suggerito nella nostra esclusiva di dieci giorni fa, Aston Martin è in ritardo e la macchina dei primi Gran Premi non sarà quella definitiva costruita da Newey.  

Tra presente complicato e futuro da costruire

Il ritardo nei test si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge anche le scelte strutturali e tecniche del team di Silverstone. Il progetto guarda già al medio termine, con il lavoro impostato sulla futura generazione di monoposto e con figure chiave come Adrian Newey al centro di riflessioni e aspettative. Nel paddock si respira la sensazione che “questa fase serva più a capire cosa non funziona oggi che a cercare prestazioni immediate”. Una strategia rischiosa, perché ogni chilometro perso nei test è un dato che non tornerà, soprattutto in un contesto di Formula 1 dove la concorrenza non aspetta.

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 19:02
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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