Puntare su Lewis Hamilton è stato sbagliato. A dirlo, Ivan Capelli di Sky Sport Italia. La stagione 2026 è appena alle battute iniziali ma nel paddock già si respira tensione e riflessioni profonde sulla Scuderia Ferrari. Mentre le monoposto stanno scendendo in pista per i test di pre-campionato, un ex protagonista della Rossa ha lanciato una frecciata che rischia di tornare a lungo nei dibattiti tecnici e politici della squadra. Secondo chi ha vissuto Maranello dall’interno, la scelta di puntare su un nome altisonante come Lewis Hamilton dietro al volante avrebbe forse oscurato l’urgenza di avere un genio progettuale come Adrian Newey nelle stanze dove si disegna la F1.

Capelli: Ferrari ha sbagliato priorità

Interpellato da quotidianonet.it alla vigilia dei test di Barcellona, Ivan Capelli – ex pilota della Rossa oggi voce di Sky Sport Italia, attenta delle vicende iridate – non ha usato mezze misure nel giudicare le scelte della dirigenza. Secondo il milanese, la Ferrari aveva bisogno di rinforzare la propria struttura tecnica più di quanto servisse un campione proveniente da altri lidi. Capelli ha spiegato che “se guardi alla costruzione di una monoposto vincente, avere un talento nel team di progettazione vale più di un nome altisonante alla guida”, sottolineando come nell’ambiente interno il “fattore Newey” avrebbe potuto far pendere l’ago della bilancia verso performance più solide già da subito. 

Una trattativa che non si è mai concretizzata

Il commentatore italiano ha ricordato come, nella scorsa finestra di mercato, una trattativa tra Ferrari e il celebre ingegnere britannico sia effettivamente esistita ma si sia arenata sulle condizioni di autonomia e potere decisionale richieste da Newey. “Lui chiedeva spazi operativi che non gli sono stati concessi, e alla fine la Ferrari ha scelto un’altra strada”, ha riassunto Capelli in modo sintetico ma netto. Il riferimento è alla pluricentenaria cultura interna della Rossa, dove i vincoli gerarchici e le dinamiche gestionali sono spesso considerate un fattore determinante nelle scelte strategiche di alto profilo. Questa lettura, per molti osservatori, mette l’accento su un nodo chiave: quanto pesa la struttura tecnica in una squadra che vuole tornare a competere per il titolo, e quanto invece l’immagine di un “nome” può influenzare le strategie commerciali e sportive di breve periodo.

La frecciata di Capelli apre un confronto inevitabile dentro e fuori Maranello: tra chi crede che il futuro passi per un progetto tecnico profondo e chi sostiene invece che leader esperti e campioni del volante siano il motore di una rinascita. In un paddock dove ogni scelta viene soppesata con precisione, questa polemica potrebbe diventare uno dei temi dominanti nei prossimi giorni di test e oltre.

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 20:37
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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