Nel paddock dei test 2026 a Barcellona, tra nuove monoposto e certezze ancora da costruire, Mercedes F1 torna al centro del dibattito non solo per questioni tecniche. A prendere la parola è stato Toto Wolff, che ha scelto un tono lucido e diretto per fare chiarezza sul recente passato della squadra. Gli ultimi anni senza titoli hanno alimentato critiche e letture drastiche, ma secondo il team principal austriaco la realtà è più complessa e merita un’analisi meno emotiva, soprattutto alla vigilia di una stagione che segna l’inizio di un nuovo ciclo regolamentare.

Wolff e la necessità di rimettere tutto in prospettiva

Nel suo intervento, Wolff ha respinto con decisione l’etichetta di “fallimento totale” spesso associata alla Mercedes post-dominio. Ha spiegato che “se si guarda solo all’assenza di titoli si perde di vista il quadro generale, perché restare costantemente tra i primi tre o quattro team non è sinonimo di disastro”. L’austriaco ha ricordato come la squadra sia rimasta competitiva anche in stagioni complicate, raccogliendo vittorie, podi e piazzamenti di peso in un contesto sempre più affollato e aggressivo. Secondo Wolff, il problema nasce da un confronto diretto con l’era d’oro precedente, che ha alzato l’asticella delle aspettative a livelli quasi irraggiungibili. In Formula 1, però, i cicli tecnici cambiano e adattarsi è parte integrante del gioco, soprattutto quando emergono nuovi protagonisti capaci di interpretare meglio un regolamento.

Errori tecnici, autocritica e nuove ambizioni

Wolff non ha comunque evitato l’autocritica. Ha ammesso che la Mercedes ha impiegato troppo tempo a risolvere alcune criticità strutturali, sottolineando che “mentre si interveniva su un problema, spesso ne emergeva un altro, rallentando il percorso di crescita”. Un’analisi schietta che fotografa bene le difficoltà di una squadra abituata a dettare legge e improvvisamente costretta a inseguire. Ora, però, lo sguardo è rivolto in avanti: il 2026 rappresenta un reset tecnico e mentale, con nuove power unit e filosofie progettuali che potrebbero rimescolare le gerarchie. In questo scenario, Wolff rivendica la solidità della struttura Mercedes e la capacità di imparare dagli errori, convinto che la continuità di metodo e la qualità delle risorse umane restino un patrimonio decisivo per tornare stabilmente al vertice della Formula 1.

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Sezione: News / Data: Lun 26 gennaio 2026 alle 22:25
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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