A F1-Insider, il team principal dell'Alpha Tauri ha parlato di Pierre Gasly, la grande sorpresa del campionato 2020, dove è stato uno dei migliori piloti in assoluto. Il paragone, anche per via della vittoria a Monza, viene facile con Sebastian Vettel: "Quando Sebastian si è unito a noi, non era più un debuttante. Aveva già esordito in gara in Formula 1 ed era un collaudatore della BMW-Sauber. Insomma, aveva una discreta esperienza nel Circus per essere un pilota Toro Rosso, poi è esploso nella seconda parte del 2008, con il clou di Monza. È sempre bene che il pilota cresca insieme a una squadra, perché è una parte fondamentale del team. Dà agli ingegneri la direzione di sviluppo giusta, tanto per dirne una. I piloti di successo si legano a un team per più anni, perché chiaramente al primo giorno non avranno una vettura perfettamente compatibile con le loro qualità. Questo obiettivo, però, è raggiungibile con il lavoro e con il tempo: dopo un po’, se restano nel team, guideranno un’auto modellata a loro piacimento. In pochi lo hanno compreso, devo dire, e tra questi ci sono Gasly e Vettel. Michael Schumacher è il classico esempio, e devo dire che anche in Mick vedo questo approccio. Un pilota deve essere appassionato, disciplinato, innovativo e motivato a migliorarsi. Non deve accontentarsi del livello raggiunto, ma è bene che si faccia una domanda in più su dove debba crescere”.

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Sezione: News / Data: Dom 24 gennaio 2021 alle 10:47
Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
autore
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.