Inizia la settimana che ci porterà al debutto della Formula 1 nel 2020. Dopo quel pasticciaccio di Melbourne, il Circus si è fermato, ha cambiato, si è evoluto, è partito il mercato, ci sono state dichiarazioni scottanti, alcune attaccate, altre fraintese. Tutto questo per dire che, anche senza gare, la Formula 1 non si è mai fermata, ma ora ritorna come piace a noi. Il rombo dei motori, i semafori che cambiano colori, le bandiere, i sorpassi e le strategie. Tutto senza pubblico in una realtà a cui dobbiamo ancora abituarci. Stagione 2020 che era stata dipinta come lo spartiacque, l’ultima con il vecchio regolamento (causa Covid sarà la penultima, invece), quella con diciotto contratti in scadenza su ventuno. Quindi, ogni pilota ha il suo obiettivo da compiere in questa stagione. Questa è la prima parte di un articolo gigante (il secondo uscirà domani) sugli obiettivi dei piloti. Oggi partiamo dal mondo Mercedes e dalla Renault.
Mercedes, Lewis Hamilton —> Diventare il più forte di sempre
Semplice, preciso, per nulla pretenzioso. Lewis Hamilton ha solo l’obiettivo di diventare il pilota più forte, più titolato, con più pole e con più vittorie della storia della Formula 1. Senza lasciare, però, l’impegno sociale da parte. Hamilton ha la possibilità di agguantare il Kaiser Micheal Schumacher per numero di mondiali vinti e di sorpassarli in svariate altre categorie. È il dominatore indiscusso degli anni ’10 della F1, più dei quattro titoli di Vettel, più di tutti. È l’icona di una Mercedes alla pari delle grandi McLaren e Ferrari del passato e, per di più, è un’icona black, un simbolo di riscatto e orgoglio per una comunità bersagliata da secoli e che sta cercando di prendersi sempre di più il suo posto nella società. Non sarà una stagione facile, l’ha detto anche lui. Otto gare, per il momento, di cui quattro in circuiti scomodi alla Mercedes. La doppia apertura in Austria, pista che ha causato problemi di surriscaldamento all’edizioni passate della W, potrebbe essere scomoda, ma nel caso in cui riuscisse ad imporsi anche lì, possiamo forse dire che Hamilton è davvero il più forte di sempre.
Mercedes, Valtteri Bottas —> Essere Rosberg
Sull’Europa del Nord ci siamo, sul capello biondo anche, essere compagni di Lewis Hamilton check. Cosa manca? Essere campione del mondo. Valtteri Bottas non ha mai avuto la considerazione che forse merita. L’ultimo buono pilota della Williams, ha retto solo nella prima metà di stagione la lotta contro Lewis Hamilton, disgregandosi nella combo Germania-Ungheria, dove, soprattutto nella prima, poteva raccogliere punti pesanti. Sempre bistrattato anche all’interno della Mercedes. Con le ombre asfissianti di piloti più eccitanti come George Russell o di campioni del mondo navigati come Sebastian Vettel, Bottas ha l’ultima possibilità di diventare campione del mondo, prima che la Mercedes lo scarichi. Ne ha le possibilità? Giri veloci in qualifica ci siamo, costanza in pista anche, manca forse un po’ di estro e istinto omicida in sorpassi e nel prendersi ciò che serve, ma sarebbe divertente vedere il fascino da boscaiolo trionfare. Essere Rosberg, ecco ciò che manca.
Racing Point, Sergio Perez —> Consacrarsi
Solido con pochi picchi (otto podi sono comunque un gran bottino), ma Sergio Perez deve consacrarsi ad alto livello. Due settimi posti mondiali nel 2016 e nel 2017 con quota cento punti toccata, primo degli umani, ora con questa Racing Point, molto simile alla scorsa W10, in molti pensano che la scuderia inglese e il Chacho possano divertirsi alla grande quest’anno. Ha massacrato lo scorso anno il compagno Lance Stroll, ha piazzato sei buonissimi piazzamenti sul finale della scorsa stagione. Sul suo talento non c’è nessun dubbio, sulla macchina, se dovesse essere la versione vista a Barcellona, neanche. Che sia la Racing Point e Sergio Perez la grande sorpresa? Occhio che si parte in Austria, dove nel 2019 la Mercedes ha faticato molto. Sergio, ci fidiamo, vediamo che riesci a fare.
Racing Point, Lance Stroll —> Capire che pilota è e arrivare in Aston Martin
Ovunque è andato, ha affossato la scuderia. Prima la Williams, poi lo scorso anno con la peggior Racing Point di sempre. Poi, abbiamo capito che la vera stella di famiglia interessata alla Formula 1 è il papà Lawrence che, grazie ai suoi rapporti con Toto Wolff, ha intensificato il rapporto e gli scambi tra la scuderia inglese e la Mercedes. Basterà la presenza di papà nel board amministrativo per farsi rinnovare il contratto e accedere all’ambizioso progetto targato Aston Martin? Non ha mai brillato, oltre un podio a Baku nel suo primo anno. Non possiede grandissime qualità, affrettato e impulsivo nei sorpassi, poco costante in gara, ma difficilmente si ritira. Che tipo di pilota è? È da Formula 1? Dopo tre anni che lo vediamo, forse è l’ora di capire cosa può diventare davvero perchè, forse, papà Lawrence non gli darà per sempre il posto assicurato in scuderia
McLaren, Carlos Sainz —> Non abbassare le aspettative per la Ferrari
Confermarsi è la cosa complicata. Carlos Sainz Jr. viene dal miglior risultato in carriera e dal contratto della vita appena strappato dalla Ferrari. Quindi cosa volere da questa transitoria stagione con la McLaren? Primo, dimostrare di esser un professionista degno di nota, correndo al massimo per la scuderia che gli ha dato l’opportunità di poter esprimere il proprio talento. Secondo, continuare un percorso iniziato la scorsa stagione. Di certo, gli inglesi, nonostante il quarto posto conquistato lo scorso anno, non partono con i favori del pronostico per essere i primi dei normali, ma già battagliare con la Racing Point di turno, dato che Norris-Sainz è una coppia dal talento maggiore rispetto a quella della Mercedes rosa, sarebbe un successo. Migliorare le performance in qualifica sarebbe una strizzata d’occhio che in Ferrari apprezzerebbero e mantenere la costanza in gara della scorsa stagione anche. Carlos Sainz, avrai molte lenti di ingrandimento sulla tua monoposto.
McLaren, Lando Norris —> Diventare il leader
Un anno da rookie che ha sorpreso tutti per impatto in pista, nei social e nel paddock. Lando Norris è già diventato culto. Il migliore tra i ragazzi al primo anno, ha contribuito non poco all’ascesa della McLaren. Un uomo squadra in tutto e per tutto, ha creato sintonia con Sainz (scelto dalla Ferrari, forse, anche per il rapporto creato con il giovane Lando), ha stupito e battuto ripetutamente il compagno di squadra in qualifica, mostrando un feeling da vero rapace nel giro secco. Da migliorare tutta la gestione della gara: troppo spesso va in difficoltà con le gomme a fine gara, deve imparare a dosare il carburante, ma si parte da un estro non indifferente quando si parla di sorpassi. Il progetto della McLaren è il più lungimirante e solido della Formula 1 e tanto passa da Lando Norris che deve diventare un leader per il 2021, quando avrà Daniel Ricciardo come compagno e un motore Mercedes da sfruttare appieno
Renault, Daniel Ricciardo —> Farci riscoprire i suoi colpi
Schizofreniche le ultime due estati di Daniel Ricciardo. Abbandonato dalla Red Bull, totalmente concentrata da un biondo olandese che può puntare al mondiale, ha scelto la Renault che sembrava in rampa di lancio, dopo il 2018. Invece, la scuderia di Losanga si è sbriciolata su sé stessa, toppando il telaio e l’aerodinamica. Nessun trillo per l’australiano, tranne un Gran Premio a Monza. Anzi, lo scettro di Fun Man glielo ha sottratto il suo futuro compagno Lando Norris e anche le grandi staccate per sorpassare sono state subite più che fatte. Urge rispolverare il talento straordinario visto spesso negli ultimi anni. Anche perchè la McLaren ha scommesso su di lui per il suo ritorno nell’elitè. La Renault ci conta per sistemare i suoi numerosi problemi
Renault, Esteban Ocon —> Valere quanto Verstappen e Leclerc
Non il ritorno che si aspettava Esteban Ocon quando ha firmato l’estate scorsa con la Renault. Diventato già, per forza di cose, il leader della prossima stagione, in attesa delle decisioni per il 2021. Il francese fa parte dell’annata di Max Verstappen e Charles Leclerc, due a cui spesso è associata la frase “futuro campione del mondo”. La stagione 2018 di Ocon fu strabiliante, diciotto volte a punti su venti, e tornare a quei livelli è l’obiettivo di un pilota permaloso che ha sempre sofferto il fatto di partire nelle retrovie e di sentire complimenti ai colleghi con cui è cresciuto. La Renault ha puntato su di lui e lui punta sulla Renault per consacrarsi e prendersi un posto per sempre in Formula 1. Talento estremo, ci farà divertire.
Williams, George Russell —> Essere da Mercedes
Troppo scarsi per valutare. Troppi scarsi per vedere se davvero George Russell ha la pasta dei migliori. La Mercedes ci giura, noi abbiamo visto come abbia praticamente distrutto ogni domenica l’unica persona con cui poteva competere, ovvero Robert Kubica, che però ha conquistato l’unico punto della Williams. La Mercedes non ha promosso Ocon e potrebbe non rinnovare Bottas per riservargli il posto. L’unico ostacolo tra lui e il sedile di Brixton è un campione del mondo in crisi di fine carriera, ma la Williams gli sta stretta. Russell deve dimostrare che il suo talento trascende dalla forza della macchina, imporsi a centro pista, lottare anche solo per il quattordicesimo posto. Un altro anno a farsi doppiare e a guidare da solo non lo vogliamo vedere.
Williams, Nicolas Latifi —> Non diventare Lance Stroll 2.0
Il fenomeno dei piloti paganti c’è sempre stato, anzi ha accompagnato e scritto parti di storia della Formula 1. Ma la piega presa nell’ultimo periodo con Lance Stroll a molti non piace. Nicolas Latifi è vicecampione della Formula 2, ma lui ha trovato posto in F1 perchè il padre è ricco, e azionista di minoranza della McLaren, mentre Nick DeVries, campione del mondo, si è dovuto accontentare della Formula E, anche se con la Mercedes. Anzi, papà Micheal è tra gli interessati alla Williams, messa da poco in vendita. Dobbiamo scoprire che tipo di pilota è e, come detto per Russell, bisogna avere una macchina decente per farcelo scoprire.
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