Si chiude la doppia parentesi austriaca con due grandi certezze: la Mercedes è un’astronave dipinta di nero, la Ferrari ha lasciato il sangue in quella curva 3 per due weekend consecutivi. Torniamo con il nostro Power Ranking post gara con qualche variazione rispetto a quello di settimana scorsa. Siamo già nella settimana che ci porterà all’Ungheria. Nuova pista, nuovi equilibri. Non rispecchierà quelle che sono le due classifiche mondiali, ma è una sorta di valore assoluto delle dieci scuderie.

1. Mercedes (-) : Due frecce nera sono state avvistate in pista. Una era capace anche camminare, anzi meglio, volare sull’acqua. Escono da questo 1-2 in Austria con due vittorie, una doppietta e l’ennesima riprova che ogni volta che vediamo correre Lewis Hamilton in pista guardiamo un pezzo di storia. Una qualifica stoica e storica che rimarrà nelle nostre menti come un instant classic. Una gara condotta dal primo all’ultimo momento, imponendo un ritmo insostenibile alla Red Bull. Tutto questo non toccando i cordoli. Un Valtteri Bottas che pazienta, poi affonda il colpo quando glielo dicono. Non demorde quando Verstappen si inventa un capolavoro e si prende la seconda posizione e rafforza la posizione da leader. Aspettando Verstappen, la lotta mondiale è qui.

2. Red Bull (-) : Stavolta piazzano entrambe le macchine a punti, ma non basta per contendere la vittoria alla Mercedes. Sul circuito di casa, la Red Bull sembra essere ancora indietro. Max Verstappen lotta, scalcia, strepita, va lungo, suda, si inventa clamorosi sorpassi all’esterno, ma non riesce ad andare oltre la terza posizione. Tenta più azzardi, in qualifica, in partenza, nella strategia, ma la Mercedes è ineluttabile come la Morte. L’olandese strapazza Albon, più in difficoltà rispetto a settimana scorso. Il thailandese stavolta, però, mostra i muscoli, non si fa sorpassare dalla Mercedes B di Perez. Anzi, gli rompe anche le ali. Non ci riprovare più Checo.

3. Racing Point (-) : Sono la terza forza del mondiale, nonostante non lo siano effettivamente, nonostante non siano arrivati i podi o tanti punti. Sergio Perez e Lance Stroll hanno dimostrato grande talento alla guida di una macchina che vola. Assomiglia alla Mercedes W10, vero, ma ora è colorata di rosa e quello che fa Sergio Perez è clamoroso: vola il venerdì, sacrifica la qualifica per un assetto da asciutto, 17°, sfiora il quarto posto. Peccato per l’ala che lo fa crollare dietro Lando Norris. Meno solido, Lance Stroll, che perde la lotta interna con Perez, non riesce a sorpassare Ricciardo, anzi rischia e si fa infilare da Lando Norris. Bene, duro nei duelli corpo a corpo, ma manca ancora qualcosa

4. McLaren (+1) : Che roba, questa McLaren! Seconda partenza di fila in seconda fila (non accadeva dai tempi di Alonso-Button), secondo giro veloce conquistato, un Lando Norris sempre più padrone del mezzo, un Carlos Sainz solido, intelligente che non fa un errore. Peccato per quegli errori nei pit stop (due su entrambi) che hanno fatto perdere la posizione allo spagnolo ai danni della Racing Point. È un errore che si portano dietro dallo scorso anno. Rafforzano la loro seconda posizione in Classifica costruttori, Norris sembra sempre più il leader di questa scuderia. Che lavoro a Woking!

5. Ferrari (-1) : Stavolta le pazzie di Charles Leclerc condannano alla perdita della posizione alla Ferrari. Così non va. Tanto lavoro in fabbrica, dopo il secondo posto di settimana scorsa, che non porta i risultati sperati in pista. Qualifica semi orrida sul bagnato, Leclerc penalizzato. Si sperava almeno in una gara in grado di poter far capire la bontà del lavoro fatto a Maranello, alla terza curva si spegne l’interruttore della saggezza a Leclerc che combina il patatrac con Vettel. Mea culpa del monegasco, errore dovuto dalla pressione, dalla frenesia, non si sa, ma bilancia le magie di settimana scorsa. Povero, stavolta, Vettel che si è ritrovato parte lesa senza fare nulla.

6. Renault (-) : Se non si fosse ripetuto lo stesso problema di settimana scorsa, staremmo parlando di una Renault che portava a punti entrambe le macchine e, probabilmente, starebbe anche davanti alla Ferrari. Stavolta, si ferma Esteban Ocon che stava andando davvero forte. Daniel Ricciardo ha mostrato anche più ritmo del collega francese, non ha potuto nulla su un Sergio Perez smagliante, ma ha lottato in maniera stoica su Lance Stroll. Alla fine, ha dovuto cedere il posto anche a lui, con qualche recriminazione, ma questa Renault è buona, è forte e vuole avanzare di livello.

7. Alpha Tauri (-) : Decimo posto per Danil Kvyat, 15° per Gasly. Di nuovo, come settimana scorsa, battete un colpo se ci siete. Mentre il centro griglia, lotta, migliora, combatte e sorprende, l’Alpha Tauri guida tranquillamente, conquista il suo punticino e si estranea dalla lotta (nessuna battuta, grazie). Il francese, nonostante la posizione, sembra essere molto più in palla rispetto a Kvyat. Il declino in classifica non si è capito molto bene. Serve un battito, solo per capire se sono vivi.

8. Alfa Romeo (-) : Per poco non piazzavano nuovamente in zona punti un pilota. Ottima la strategia per Kimi Raikkonen, un maestro nel gestire un lungo stint con le gomme rosse, ma non c’era il passo per poter attaccare l’Alpha Tauri. Antonio GIovinazzi si conferma un pilota intelligente e solido. Fa il suo lavoro, sfrutta le occasioni che ha, la strategia, anche questa volta, non lo premia. Arriva alla fine stremato e sorpassato anche dalle Haas. Bene nella lotta a non essere i peggiori.

9. Haas (-) : Mini riscossa della Haas, anche perchè peggio di settimana scorsa non si poteva fare. A ruoli invertiti, Magnussen fa il miracolo a portare il team in Q2. Grosjean parte addirittura dalla pit lane. Stanno lì dietro, a lottare per tutta la gara con le due Alfa e a non rovinare le gare di chi li doppiava. Dietro a Raikkonen, davanti a Giovinazzi, con il danese che batte Grosjean. Parità nella lotta tra le motorizzate Ferrari. Rimandati all’Ungheria per vedere cenni di vita.

10. William (-) : Le prove di settimana scorsa, unita alla qualifica di George Russell, ci avevano fatto prendere la mano, ipotizzando una Williams competitiva per i punti. È stato un volo pindarico, è stato anche bello farlo, ma c’è ancora tanto lavoro per gli inglesi. Russell va lungo all’inizio e pregiudica l’intera gara che ricostruisce in maniera sapiente, con l’esperienza acquisita lo scorso anno e si mette davanti a Nicolas Latifi, giusto per ribadire le gerarchie in squadra. Nessuno squillo da parte del canadese. Ti aspettiamo al varco, Nicolas

Sezione: Editoriale / Data: Lun 13 luglio 2020 alle 10:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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