Nel paddock della Formula 1 continuano a circolare voci insistenti riguardo al clima teso tra la Ferrari e la FIA. Secondo quanto riportato da Daniele Sparisci su Il Corriere della Sera, il team di Maranello avrebbe adottato un approccio “ultra-conservativo” in diversi ambiti tecnici a causa dei numerosi controlli a cui è stato sottoposto nel corso della stagione. “Nel paddock si sussurra di rapporti non sereni con la Federazione, che avrebbe intensificato le verifiche sulla SF-25, spingendo il team a limitare al massimo ogni margine di rischio”, ha scritto il giornalista.
Il sospetto è che la Ferrari, già scottata da alcuni episodi controversi, preferisca non spingersi oltre nelle interpretazioni regolamentari per evitare nuove penalità. In particolare, il caso più eclatante resta quello del Gran Premio della Cina, dove la scuderia ha subito una doppia squalifica pesantissima: Charles Leclerc per una vettura risultata sottopeso e Lewis Hamilton per un eccessivo consumo del plank, la tavola di legno montata sul fondo della monoposto. Due episodi che hanno lasciato il segno nel morale della squadra e che, secondo molti osservatori, avrebbero innescato una fase di cautela estrema nella gestione tecnica.
Durante la stagione, la Ferrari è stata infatti oggetto di numerosi controlli tecnici da parte dei commissari FIA, spesso più frequenti rispetto ad altri team. Dalle ali posteriori al sistema di sospensioni, fino al carburante e al fondo vettura, la SF-25 è passata più volte al vaglio dei delegati tecnici, che non avrebbero mai riscontrato irregolarità formali ma avrebbero mantenuto alta la soglia di attenzione. Questo clima di sospetto avrebbe portato gli ingegneri di Maranello a preferire impostazioni più conservative, sia sul fronte delle mappature motore sia nelle scelte aerodinamiche, rinunciando talvolta a spingere al massimo. Una strategia di prudenza che potrebbe aver influito anche sulle performance altalenanti della SF-25, meno incisiva in qualifica e più vulnerabile nei finali di gara rispetto a inizio stagione.
A Maranello si cerca di mantenere il profilo basso, ma non è un mistero che il continuo monitoraggio da parte della Federazione abbia generato un certo malumore. In un mondiale già complesso, tra sviluppi congelati e pressioni interne, la Ferrari si trova così a camminare su un filo sottile: da un lato la necessità di restare competitiva, dall’altro il timore di finire di nuovo nel mirino dei commissari per una semplice interpretazione regolamentare. Il messaggio che trapela dal paddock è chiaro: per riconquistare serenità, la Ferrari dovrà non solo ritrovare prestazioni e risultati, ma anche ricostruire un rapporto di fiducia con la FIA, elemento indispensabile per tornare a lottare ad armi pari con i rivali.
Parole chiave: Ferrari, FIA, Charles Leclerc, Lewis Hamilton, Gran Premio della Cina, Formula 1.
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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