Nel paddock di Sakhir si torna a parlare di motori 2026 e, in particolare, di una presunta “zona grigia” regolamentare che avrebbe favorito alcune power unit alle alte temperature. La Red Bull Racing, tirata in ballo insieme alla Mercedes per lo sviluppo di soluzioni capaci di spingersi verso rapporti di compressione più elevati, ha scelto una linea attendista di fronte alle proteste degli altri costruttori. Il tema è finito sui tavoli FIA dopo le pressioni di Audi, Ferrari e Honda, preoccupate che una scappatoia tecnica potesse alterare l’equilibrio competitivo prima ancora del debutto in pista della nuova generazione di power unit.

La posizione di Wache tra regole e governance

Il direttore tecnico Pierre Wache ha spiegato perché il team di Milton Keynes si sia allineato al fronte degli scontenti nel processo decisionale. La sua lettura è istituzionale, più che politica: “Stiamo semplicemente applicando quello che ci viene indicato dalla FIA: come costruttori di power unit votiamo ciò che riteniamo corretto per il sistema, poi è la governance a stabilire l’esito finale”. Wache ha respinto l’idea di un ripensamento strategico, rivendicando una linea coerente fin dall’inizio: “Non abbiamo cambiato rotta: seguiamo la procedura. Da nuovi entranti vogliamo che il quadro sia equo e che tutte le regole vengano rispettate”. Un messaggio che punta a smorzare le letture maliziose su un presunto doppio gioco tra interessi tecnici e posizionamenti politici.

I dubbi sulle voci e il silenzio tecnico

Interrogato sulle indiscrezioni secondo cui la Red Bull non sarebbe riuscita a sfruttare la famosa scappatoia, a differenza della Mercedes, Wache ha scelto una linea volutamente evasiva: “Non ho idea di cosa stiano facendo gli altri, davvero. Non so se quelle ricostruzioni siano fondate: per ora sono soltanto voci”. E ancora: “Il nostro intento è contribuire a un sistema che sia equo per tutti nelle diverse fasi operative. Non sono uno specialista di motori e non entro nel merito di ciò che sviluppano gli altri”. Parole che lasciano filtrare poco o nulla sul reale stato dell’arte, ma che raccontano un clima di prudenza: con le nuove power unit ancora lontane dal debutto ufficiale, ogni dettaglio tecnico è già terreno di scontro politico, e nessuno ha interesse a scoprire le carte prima del tempo.

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 09:38
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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