La prima uscita significativa della nuova era per Audi nella Formula 1 2026 ha dato segnali incoraggianti, oltre alle immancabili sfide. Nel primo test ufficiale in Bahrain, la squadra tedesca – entrata nella massima serie prendendo la sede operativa dell’ex Sauber e sviluppando in proprio un’intera power unit e telaio – ha dimostrato di sapersi muovere con sempre maggiore armonia rispetto al debutto faticoso di Barcellona. Secondo il team principal Jonathan Wheatley, i progressi fatti finora sono “considerevoli”, un passo importante per una formazione che sta ancora costruendo le sue fondamenta tecniche e organizzative.
Un elemento chiave dell’ottimismo di Wheatley è il tempo macchina accumulato durante il Bahrain Test 1: Audi ha completato 353 giri in tre giorni, risultando quinta per chilometri percorsi e settima nella classifica cronometrica complessiva, con un miglior tempo a circa 2,6 secondi dalla vetta guidata da Mercedes. Ma il dato numerico è solo una parte della fotografia: “Quello che mi entusiasma di più è vedere come la squadra stia finalmente iniziando a funzionare come un gruppo coeso”, ha spiegato il manager britannico. "Avevamo una seconda fila di problemi dopo Barcellona, ma qui in Bahrain abbiamo iniziato a tirare fuori il meglio da ogni settore: potenza, aerodinamica e operazioni in pista stanno cominciando a integrarsi".
La transizione da un’avventura tecnica agli albori a un’operazione competitiva non è semplice: Wheatley ha sottolineato che alcuni “gremlins” tecnici rimangono, ma il modo in cui il team li sta affrontando lascia intravedere un potenziale solido per il prosieguo della stagione. "Siamo stati i primi a portare questa generazione di monoposto in pista, con motore e cambio sviluppati internamente. C’è ancora una lunga lista di elementi su cui lavorare, ma la direzione è quella giusta", ha aggiunto, evidenziando come la collaborazione tra reparti e la comunicazione interna siano aspetti migliorati rispetto alle difficoltà iniziali.
Dal caos iniziale alla progressiva coesione
A Barcellona, la neo entrata nel Circus aveva faticato a trovare ritmo e affidabilità, con sessioni interrotte e chilometraggi ridotti per entrambi i piloti. Il Bahrain ha segnato una svolta: il lavoro di squadra e la gestione operativa hanno fatto passi avanti, tanto da far sorridere anche i più scettici nel paddock. Wheatley ha insistito sul valore di queste prove per mettere alla prova non solo l’assetto e le prestazioni, ma l’intera macchina sportiva: dalla logistica alla comunicazione con i piloti, fino all’esecuzione dei piani di corsa.
Obiettivo crescita continua
Nonostante il positivo feedback, Audi è ben consapevole che la strada verso l’eccellenza in Formula 1 è lunga. Il team non punta solo ad essere un partecipante solido, ma ambisce a competere ad alti livelli nel medio periodo, con un progetto che guarda alla crescita costante stagione dopo stagione. Le parole di Wheatley risuonano come un messaggio chiaro: i progressi ci sono, ma non sono ancora sufficienti per vedere Audi tra i protagonisti assoluti. La sfida è appena iniziata, e ogni test servirà a raffinare un pacchetto che ha già mostrato di poter crescere rapidamente.
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