I test pre-stagionali di F1 2026 a Sakhir continuano a sparigliare le carte, con sensazioni che vanno oltre i semplici crono delle singole sessioni. Secondo gli osservatori più vicino al paddock, tra cui i giornalisti Craig Slater e Ted Kravitz di Sky, la classifica delle simulazioni di gara consegna un risultato sorprendente: la miglior prestazione in un long run è stata firmata da Lewis Hamilton sulla sua Ferrari, davanti a tutti durante la prova di ritmo del venerdì. Questo dato, filtrato dalle analisi delle squadre, alimenta un dibattito sulla reale forma delle monoposto quando si parla di prestazioni costanti su distanze simulate. :

Una simulazione che fa discutere

Nel commento tra Slater e Kravitz è emerso un concetto chiaro: quel che conta davvero nei test è la consistenza su long run, più che i giri veloci isolati. “Con gli aggiornamenti portati per il Day 2, nuova ala anteriore, fondo e diffusore, Ferrari ha mostrato il passo migliore nelle prove di gara,” ha spiegato Kravitz, sottolineando come il ritmo di Hamilton sia risultato superiore anche a quello di team-mate Charles Leclerc nelle rispettive simulazioni. “È stato il più rapido, punto,” ha aggiunto il giornalista, anche se ha premesso che le condizioni della pista – più gommata e con qualche variabile di orario – possono aver influenzato i tempi. In sostanza, secondo questa lettura, la SF-26 appare equilibrata e con potenziale di ritmo elevato quando si considera una distanza simile a quella di una corsa. 

La conferma di questa lettura è arrivata anche dalle valutazioni del responsabile di McLaren, Andrea Stella, che pur essendo ovviamente schierato per il proprio team ha posto Ferrari e Mercedes davanti alle altre nella simulazione di gara. “Le simulazioni di gara mostrano Ferrari competitiva,” ha detto Stella, evidenziando come Antonelli e Hamilton siano risultati più veloci di McLaren nella stessa sessione di prova. “Non bisogna però leggere troppo nei numeri dei test,” ha aggiunto, richiamando alla cautela, pur confermando che i dati di ritmo mostrano la Rossa e la Stella d’Argento pronte sul fronte prestazionale. 

Contesto e interpretazioni

È importante ricordare che i tempi delle simulazioni di gara nei test non sono sempre indicatori perfetti della performance reale in condizioni di Gran Premio: variabili come la quantità di carburante, le condizioni della pista e le strategie di lavoro del team possono influenzare il risultato. Tuttavia, il fatto che Hamilton sia risultato il più rapido in un long run e che quella prestazione sia stata valutata come la migliore di tutti – anche rispetto a Leclerc – fa emergere una narrativa intrigante sullo sviluppo delle monoposto dopo le prime tre giornate di prove. Le squadre torneranno in pista presto per un secondo blocco di test, e sarà interessante confrontare questi dati con quanto emergerà nelle prossime uscite, soprattutto alla luce di un equilibrio competitivo che sembra finora favorevole a Ferrari e Mercedes. 

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Sezione: News / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 17:59
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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