L’impatto con il mondo Red Bull non è per tutti, soprattutto quando ti ritrovi a sedere sul sedile più scomodo della Formula 1. Storie recenti e meno recenti raccontano quanto sia facile bruciarsi in fretta, ma c’è chi sceglie di riderci sopra e di prendersi il rischio come una sfida personale. Nel paddock dei test, tra un run e l’altro, il volto nuovo della galassia di Milton Keynes ha mostrato una sicurezza che non passa inosservata, trasformando le ombre del passato in benzina per le proprie ambizioni.

Il protagonista è Isack Hadjar, al debutto con Red Bull. Alle domande sul rischio di diventare l’ennesimo “bruciato” dal secondo sedile, il francese ha risposto con ironia, rievocando anche i fantasmi di chi lo ha preceduto come Pierre Gasly “Dopo l’incidente ho pensato subito a Pierre. Sono andato su Twitter a leggermi tutto e mi sono detto: ok, sono rovinato per l’anno intero. L’ho presa così e sono andato avanti”. Poi ha spiegato come l’inserimento nel team sia stato naturale grazie ai legami costruiti fin dai tempi del programma junior: “Ritrovare persone che conoscevo da anni ha reso il passaggio molto più semplice”.

Un obiettivo dichiarato: vincere subito

Hadjar non si nasconde dietro la prudenza di facciata tipica dei rookie. Il suo mirino è puntato in alto e lo dice senza troppi giri di parole: “La prima vittoria è chiaramente nei miei pensieri. Sarebbe qualcosa di enorme”. Non solo il successo personale: l’idea di vedere la Red Bull crescere più in fretta dei rivali è parte del piacere della sfida. “Mi divertirebbe molto vedere la nostra macchina progredire più velocemente delle altre”, ha aggiunto, lasciando intendere che l’ambizione non è solo legata al risultato secco, ma al percorso di sviluppo del progetto 2026.

La guida 2026 e l’adattamento senza drammi

Il francese ha parlato anche delle sensazioni al volante delle nuove monoposto, segnate da power unit e gestione dell’energia che impongono stili di guida meno istintivi rispetto al passato. “Serve essere molto morbidi. Non ho mai passato così tanto tempo a tirare la prima marcia in vita mia, ed è quasi divertente”, ha raccontato. Per lui l’adattamento è stato più naturale del previsto: “Ti abitui senza farci troppo caso, non è un problema enorme”. Un messaggio chiaro: niente alibi, niente paura del confronto interno e, soprattutto, la volontà di trasformare la pressione del sedile Red Bull in una rampa di lancio.

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Sezione: News / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 14:33
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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