Nei test in Bahrain il tema delle partenze è diventato improvvisamente centrale nel dibattito del paddock. Le nuove procedure legate alle power unit 2026 hanno mostrato crepe evidenti, tra istruzioni contrastanti e sistemi ancora acerbi. In pista non si è parlato solo di prestazione, ma di gestione del rischio: partenze poco chiare significano vetture ferme, reazioni scomposte e potenziali situazioni pericolose alla prima staccata. Un quadro che ha spinto più di un pilota a chiedere interventi rapidi prima che il Mondiale prenda il via.

Tra le voci più dirette si è fatto sentire Oscar Piastri, che ha raccontato quanto accaduto durante una simulazione di partenza. “Mi hanno detto di aspettare che chi avevo davanti si muovesse e poi partire per conto mio, senza seguire le luci. Altri avevano indicazioni diverse: non c’entrava il motore, era proprio un problema di procedure”. Il pilota della McLaren ha fatto eco alle preoccupazioni del team principal Andrea Stella, chiedendo che la FIA metta mano alle regole sulle partenze: “Con sistemi così complessi, pensare a uno старт sicuro è già complicato, figuriamoci competitivo. Da qui a Melbourne se ne parlerà parecchio, ci sono tanti nodi da sciogliere”.

Procedure confuse e rischi in griglia

Il problema non è solo teorico. Piastri ha spiegato che il tempo extra di test è stato fondamentale più per la sicurezza che per la prestazione pura. “Per andare forte non serve girare molto, ma per mettere in sicurezza i sistemi sì: ci sono parecchi aspetti al limite dal punto di vista della sicurezza che vanno chiariti in pista”. Ogni team sta sperimentando soluzioni diverse per la fase di launch, segno che una linea comune ancora non esiste. “Onestamente non sono sicuro che qualcuno sappia davvero quale sia la ricetta giusta. Abbiamo delle idee, prima o poi troveremo un modo per fare una partenza ‘pulita’”.

L’effetto F2 e il rischio di perdere posizioni

Il timore più grande riguarda l’impatto sportivo e la sicurezza nelle prime decine di metri. Con le nuove procedure, l’errore non si traduce più in un semplice pattinamento o in un riflesso lento: “L’anno scorso sbagliavi e perdevi pochi metri. Adesso rischi di entrare in anti-stall o di restare piantato: è come in una gara di F2, puoi ritrovarti a perdere sei o sette posizioni in un attimo”. Un’eventualità che, in mezzo al gruppo compatto della partenza, aumenta il rischio di contatti e situazioni borderline. Da qui la richiesta di un intervento immediato prima che le nuove regole vengano messe davvero sotto stress in gara.

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Sezione: News / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 13:08
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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