La nuova era della Formula 1 non sta mettendo alla prova solo aerodinamica e power unit, ma anche un parametro apparentemente semplice: il peso minimo. Con il limite abbassato di colpo, il primo impatto dei test ha riportato a galla vecchi fantasmi per diversi team. In casa Red Bull Racing il tema non viene nascosto: la RB22, progetto chiave per il 2026, è ancora in fase di “dieta forzata”. Una situazione che nel paddock viene considerata quasi fisiologica a inizio ciclo regolamentare, ma che può pesare parecchio quando i distacchi si misurano in centesimi.

A mettere le cose in chiaro è stato il direttore tecnico Pierre Wache, che ha ammesso senza giri di parole le difficoltà iniziali. "Come succede a tutti dopo l’inverno, stiamo cercando di togliere chili ovunque possibile", ha spiegato, ricordando che la riduzione del peso è una rincorsa comune a tutta la griglia. Il nuovo regolamento FIA ha abbassato l’asticella da 798 a 768 kg, un taglio che obbliga i progettisti a scelte radicali su materiali, componenti e integrazione dei sistemi ibridi. Wache non ha negato che qualcuno possa aver lavorato meglio in questa prima fase: "Probabilmente c’è chi è partito più avanti di noi, ma anche dal nostro lato dovremo trovare margine per alleggerire la vettura". La filosofia del team, però, resta chiara: "Preferiamo concentrarci su una macchina più veloce nel complesso, non solo sull’ossessione del numero sulla bilancia".

Il riferimento al passato è inevitabile. Red Bull ha già pagato dazio in altre stagioni di rivoluzione tecnica, quando partire sovrappeso ha costretto a compromessi su zavorre e distribuzione delle masse. Questa volta, però, il quadro viene letto con più serenità: "Siamo in una posizione migliore rispetto a quanto eravamo nel 2022", ha aggiunto Wache, lasciando intendere che la base di progetto sia più solida. In un contesto in cui l’abbassamento del peso minimo mette sotto pressione soprattutto le squadre impegnate a integrare nuove power unit e sistemi di recupero energetico, la vera sfida sarà trovare il punto di equilibrio tra affidabilità, prestazione e leggerezza senza snaturare il concetto aerodinamico.

La corsa alla bilancia nella nuova era tecnica

Il taglio di 30 chili imposto dalla FIA non è un dettaglio cosmetico: significa ripensare cablaggi, raffreddamento, batterie e perfino la filosofia costruttiva del telaio. Ogni grammo tolto in alto migliora il baricentro, ogni intervento su materiali compositi apre interrogativi su costi e tempi di sviluppo. Per questo, anche chi oggi si scopre in difficoltà non è fuori dai giochi: la stagione di sviluppo sarà lunga e aggressiva.

Prestazione prima del numero secco

Il messaggio che filtra da Milton Keynes è chiaro: arrivare al limite di peso è importante, ma non a costo di snaturare la macchina. Red Bull punta a un pacchetto complessivo più rapido, convinta che una vettura bilanciata e prevedibile in pista possa valere più di qualche chilo in meno sulla scheda tecnica. La partita, come spesso accade in F1, si giocherà sulla capacità di evolvere in corsa: chi riuscirà a dimagrire senza perdere rigidità strutturale e consistenza aerodinamica si troverà con un vantaggio reale quando i primi Gran Premi faranno emergere i veri valori in campo.

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Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 13:23
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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