La tensione interna in casa McLaren non si affievolisce neppure alla vigilia del mondiale F1 2026. A tenere banco è di nuovo il tema delle cosiddette “papaya rules”, l’insieme di linee guida che regolano come Lando Norris e Oscar Piastri debbano affrontarsi in pista senza che la rivalità metta a rischio i risultati della squadra. Il CEO Zak Brown ha scelto di ribadire pubblicamente l’impegno del team a mantenere aperta la lotta interna, respingendo con decisione le accuse di favoritismi e ribadendo che l’unico obiettivo resta la prestazione complessiva in pista.
Secondo Brown, le regole interne non sono un tentativo di influenzare il campionato a favore di un pilota piuttosto che dell’altro, ma piuttosto una struttura pensata per permettere a entrambi di competere senza conseguenze dannose per il team nel suo insieme. "Abbiamo discusso queste regole con i nostri piloti, gara per gara, e continueremo a farlo. Loro sono liberi di lottare, ma lo faremo in modo intelligente e strategico quando si presenteranno situazioni particolari", ha spiegato, mettendo in chiaro che la filosofia alla base del regolamento resta invariata rispetto alla stagione precedente.
La “papaya rules” sono nate in un’annata in cui la coppia Norris-Piastri ha dominato sia nella classe piloti che in quella costruttori, con il primo che ha conquistato il titolo piloti dopo un serrato duello con Max Verstappen. Secondo i critici, però, la gestione interna delle due monoposto ha spesso lasciato dubbi, con momento-chiave come il Gran Premio d’Italia o la gestione dei pit stop in Qatar che hanno acceso accuse e speculazioni su possibili favori nella strategia verso il britannico.
Riaffermare l’equilibrio dopo l’esplosione delle polemiche
Negli ultimi mesi, la discussione sul presunto “bias” nei confronti di Norris è persino sfociata oltre i confini sportivi, richiamando interventi politici in Australia e critiche di commentatori esterni al paddock. Brown non ha lesinato parole dure: "Le dichiarazioni confuse e non informate non aiutano nessuno. Noi manteniamo la testa bassa, restiamo concentrati e chi conta davvero sa che trattiamo entrambi i piloti con completa equità", ha insistito, esortando a non sovraccaricare di interpretazioni ciò che, nella pratica, è una semplice linea guida per gestire due talenti di alto livello all’interno della stessa squadra.
Il ruolo delle papaya rules nel 2026
Guardando alla prossima stagione, McLaren intende proseguire con lo stesso approccio, pur monitorando e perfezionando le regole di ingaggio a seconda delle esigenze di gara. Anche Piastri, nelle sue dichiarazioni pubbliche, ha cercato di smorzare i toni, spiegando che dietro le polemiche c’è una realtà molto più misurata e che la gestione interna è “una questione più piccola di quanto possa sembrare dall’esterno”.
Il vero banco di prova per questa filosofia sarà il campionato che sta per cominciare: con regolamenti nuovi, power unit inedite e competitività in crescita da parte delle principali avversarie, tenere insieme due piloti competitivi senza frizioni interne sarà una delle sfide più delicate per Brown e tutto il team di Woking.
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