Nel paddock del Bahrain nessuno vuole indossare l’etichetta di squadra da battere in vista di Melbourne. Dopo i primi chilometri stagionali, Red Bull Racing è apparsa solida e costante, ma da Mercedes-AMG Petronas Formula One Team è arrivato un messaggio sorprendente: secondo Toto Wolff, la RB sarebbe “il punto di riferimento” e le Frecce d’Argento “non possono competere”.

Una dichiarazione che ha acceso il consueto balletto delle responsabilità. Dal box di Milton Keynes, Pierre Wache ha ridimensionato l’entusiasmo, sostenendo che il team sarebbe addirittura quarto, alle spalle di Scuderia Ferrari, Mercedes e McLaren F1 Team. Anche Charles Leclerc ha frenato: “Non siamo i favoriti”, indicando piuttosto Mercedes e Red Bull come riferimenti attuali.

Il risultato è un curioso stallo comunicativo: tutti veloci, nessuno dominante. Ma in un anno di rivoluzione tecnica, leggere i tempi sul giro senza conoscere mappature, carichi e programmi resta un esercizio rischioso.

Motori 2026: potenza, energia e sospetti

Il nuovo regolamento ha spostato l’attenzione sulla gestione dei 350 kW dell’MGU-K. Qui non si parla di centesimi: la differenza tra un’erogazione corretta e una mal calibrata può valere diversi decimi. Oscar Piastri ha sintetizzato così la situazione: “La differenza tra giusto e sbagliato può facilmente essere di mezzo secondo”.

Max Verstappen, invece, ha letto le parole di Wolff come una mossa studiata, definendola “tattica diversiva” e parlando apertamente di “sandbagging”. Sul presunto guadagno di “due o tre cavalli” legato a una questione tecnica, l’olandese ha ironizzato: “Bisognerebbe aggiungere almeno uno zero!”.

I dati del Bahrain mostrano velocità di punta interessanti per Red Bull sul rettilineo principale, mentre McLaren ha brillato altrove. Ma tutto dipende da quando si decide di spingere e quando di “raccolta” energetica, rallentando apposta per accumulare carica. Una variabile che rende i confronti ancora più opachi.

Affidabilità e percezioni: il vero segnale

Al di là delle schermaglie, un elemento appare concreto: l’affidabilità. La nuova power unit Red Bull ha macinato giri senza particolari allarmi, sorprendendo anche internamente. Isack Hadjar ha ammesso: “È molto meglio di quanto mi aspettassi… ho completato 110 giri il primo giorno”.

Anche Wache ha riconosciuto il lavoro svolto sul progetto DM01: “Non fare brutta figura in pista è un risultato straordinario”. Per una struttura che solo tre anni fa avviava da zero il programma motori, è un passaggio chiave.

Resta però il dubbio: i complimenti di Mercedes sono reale preoccupazione o pressione strategica per spostare l’attenzione e prevenire controlli? La risposta arriverà a Melbourne, quando le maschere cadranno e i numeri conteranno più delle parole.

Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 13:00
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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