La stagione F1 2026 ha iniziato a svelare la faccia più controversa delle sue novità regolamentari durante i primi test invernali in Bahrain, con le nuove monoposto al centro di un dibattito tecnico e sportivo intenso. Dopo mesi di anticipazioni, le immagini e le telemetrie dei nuovi prototipi hanno lasciato alcuni osservatori piuttosto freddi, se non addirittura preoccupati per quello che potrebbe essere lo spettacolo in pista una volta partito il mondiale. Secondo chi ha visto i giri più recenti, il comportamento delle vetture nei tratti più impegnativi del circuito è ben lontano dall’essere entusiasmante, e questo sta alimentando una conversazione più ampia sul futuro della massima serie e sulla sua capacità di emozionare appassionati e piloti allo stesso modo.

Secondo un’approfondita analisi pubblicata da The Race, la sensazione lasciata da molte delle nuove monoposto durante i passaggi sulle curve ad alta velocità è stata “profondamente deludente”. :contentReference[oaicite:1]{index=1} L’autore della valutazione ha osservato che nelle curve tecniche, come quelle centrali del tracciato di Sakhir, le vetture sembrano quasi “a metà tra un’esercitazione e una gara reale”, con percorrenze lente e limitazioni evidenti nella gestione dell’energia. Non solo: il continuo alternarsi di accelerazioni e fasi di “coasting” per ricaricare le batterie sta trasformando quelli che un tempo erano settori spettacolari in passaggi forzati dove la performance pura lascia il posto alla rigida strategia di energia. La critica diventa più aspra se si considera che, per come sono state disegnate le regole, la potenza termica e quella elettrica devono convivere in equilibrio quasi perfetto, ma senza che il pilota abbia reale margine di aggressività dove un tempo contava tutto il suo feeling con l’assetto e la traiettoria. 

Il fenomeno non si limita alla pura impressione visiva: ha radici nella nuova filosofia tecnica che domina questo ciclo regolamentare. Con un peso minimo ridotto e un’enfasi enorme sulla gestione elettrica dell’energia, molte squadre stanno adottando strategie di guida e configurazioni che privilegiano l’efficienza rispetto alla velocità pura, con risultati che stentano a convincere persino i tifosi più ottimisti. Alcuni piloti, tra cui figure di spicco come Max Verstappen, hanno apertamente definito le nuove vetture come poco divertenti e vicine a un’esperienza di guida che non rispecchia ciò che tradizionalmente si aspetta dal top del motorsport. La sensazione generale, condivisa da parte della stampa e degli addetti ai lavori, è che l’equilibrio tra tecnologia, performance e spettacolo sia ancora molto lontano dall’essere raggiunto, tanto da far temere che la stagione possa iniziare tra polemiche e critiche profonde invece che con il solito entusiasmo collettivo per la nuova era delle monoposto.

Energia, ritmo e sensazione di guida: il nodo da sciogliere

Il cuore della questione è proprio l’interpretazione tecnica del nuovo regolamento: con sistemi di recupero e gestione dell’energia così centrali, la guida sembra essere diventata non tanto una questione di abilità pura, ma di equilibrio continuo tra risparmio e spinta. Questo approccio, se da un lato è in linea con gli obiettivi di sostenibilità e innovazione, dall’altro sta generando comportamenti in pista che sono stati definiti quasi “neutri” nei settori più veloci, dove l’arte di pilotare una Formula 1 tradizionale è da sempre uno degli spettacoli più amati dal pubblico. 

Un avvio di stagione sotto scrutinio

Con i test appena conclusi e la prima gara della stagione che si avvicina, il dibattito è destinato a crescere. Se le monoposto non troveranno un modo per esprimere pienamente le loro potenzialità nel contesto del nuovo pacchetto tecnico, sarà difficile per la Formula 1 superare questa fase di scetticismo. Critiche così nette, soprattutto prima che i campionati ufficiali siano iniziati, sono un segnale importante delle sfide che attendono ingegneri, piloti e regolatori nei prossimi mesi. 

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Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 15:19
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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