La nuova stagione della Formula 1 sta per partire, ma prima di arrivare alla prima curva del mondiale a Melbourne la questione delle partenze torna al centro del dibattito. Dopo le prime prove in Bahrain, in cui le monoposto 2026 hanno mostrato dinamiche di avviamento più complesse del previsto, l’opinionista e volto noto del paddock Alex Brundle ha lanciato un appello alla FIA affinché intervenga sulle procedure di partenza. Secondo Brundle, la difficoltà a gestire le partenze con la nuova architettura tecnica non è un tema da spettare passivamente: potrebbe diventare una problematica concreta sotto il profilo della sicurezza già dal primo Gran Premio.
Il cuore dell’allarme è legato all’aumento del turbo lag innescato dall’eliminazione dell’MGU-H nelle power unit 2026 e alla maggiore difficoltà che i piloti incontrano nel mettere in temperatura e in pressione il motore alle spalle della griglia. Le immagini dei test in Bahrain hanno mostrato vetture che impiegano più tempo per raggiungere la giusta finestra di regime, con conseguente rischio che chi parte da posizioni arretrate si trovi in ritardo nel momento in cui si accendono i semafori. Brundle non ha girato intorno al punto: "La cosa intelligente da fare è intervenire sulle procedure di partenza, è una questione di pura sicurezza. Essere fermi sulla griglia aspettando che chi parte dietro non ti veda è una delle cose più spaventose nel motorsport", ha scritto sui social, sottolineando l’urgenza di un intervento prima che si arrivi ad Albert Park.
L’idea avanzata da Brundle, già appoggiata da alcune squadre e commentatori, è quella di allungare il tempo tra l’arrivo dell’ultima vettura nel proprio slot sulla griglia e l’inizio della procedura dei semafori, magari introducendo un intervallo di 10 secondi in più. Secondo l’ex pilota, questo spazio supplementare permetterebbe a tutti i motori di stabilizzarsi correttamente e ridurrebbe il rischio di partenze lente o vetture in ritardo nel momento del via. Se non affrontata, questa variabilità nelle partenze potrebbe trasformarsi rapidamente da curiosità tecnica a un problema di sicurezza palpabile, con vetture in stallo in mezzo alla traiettoria e piloti che devono reagire in frazioni di secondo senza alcuna visibilità chiara.
La sicurezza prima della prestazione
Brundle non è l’unico a sollevare la questione: nelle ultime ore anche team e piloti hanno fatto sentire la loro voce. Andrea Stella, team principal di McLaren, ha evidenziato come sia necessario assicurare che ogni vettura abbia la power unit pronta per partire, perché la griglia non è il luogo ideale per vetture lente o in difficoltà. La discussione non riguarda quindi semplicemente la competitività: si tocca uno dei momenti più critici di ogni gara, quello in cui ogni pilota ha bisogno di fiducia totale nel comportamento della propria monoposto prima che la bandiera scenda.
Un cambiamento urgente?
La possibilità di modificare la procedura di partenza, pur restando nelle competenze della FIA, richiede un consenso che non è automatico. Alcuni team avevano già respinto proposte simili in passato, mentre altri guardano con preoccupazione alla prospettiva di partenze disordinate o persino pericolose. Con meno di tre settimane all’Australian Grand Prix, la pressione per trovare una soluzione è destinata a crescere, trasformando quello che era un dettaglio regolamentare in uno dei primi grandi temi tecnici della stagione.
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