Una delle novità più discusse emerse dai test invernali di Sakhir non riguarda assetti o velocità in curva, ma la difficoltà per molti piloti di trovare il ritmo giusto alla partenza in F1 con le nuove regole motore. Il tema è sul tavolo da giorni nel paddock e non risparmia neppure i favoriti al titolo. Secondo quanto osservato durante le prove, la procedura di avviamento è diventata più complessa e imprevedibile rispetto alla stagione precedente. I team concordano che la combinazione tra gestione dell’elettrico e risposta del turbo rischia di creare situazioni difficili nei primi metri di gara e potrebbe avere impatti importanti già dal GP d’Australia. 

Il nodo dei nuovi start

Quello che è emerso in Bahrain ha sorpreso molti: alla fine di una simulazione di partenza alcuni piloti sono rimasti fermi in griglia per oltre venti secondi, con altri costretti a sterzare per aggirare le vetture lente. Non è un problema legato alle abilità dei singoli, ma alla nuova dinamica dei motori 2026. Senza l’unità MGU-H, il turbo deve raggiungere la sua velocità ottimale da zero, richiedendo una lunga fase di “revs” prima che tutta la potenza sia disponibile. In pratica i piloti devono mantenere il motore a regime molto elevato per quasi dieci secondi prima di poter attaccare, e questo cambia completamente il concetto di lancio. 

I dubbi dei piloti e la previsione di caos

Non sorprende che questi cambiamenti abbiano fatto discutere tra i protagonisti. Per alcuni, inclusi nomi di spicco come Charles Leclerc, l’incertezza resta molto alta. Secondo il monegasco, simulare una partenza di gara è praticamente impossibile con i nuovi parametri regolamentari e, oltre alla tecnica, c’è un elemento di imprevedibilità legato alle reazioni di altri piloti nelle fasi iniziali. “Quando i venti macchine si muovono insieme non controlli più la traiettoria o la velocità come prima, sei molto dipendente dalle scelte degli altri”, è stato il suo commento sulla questione. 

Il problema non riguarda però solo chi è in testa, ma anche chi parte nelle retrovie, dove la fase di “spool-up” del turbo sembra richiedere ancora più tempo per raggiungere il livello di potenza necessario alla partenza. Per questo motivo, molti nel paddock si aspettano che i primi start del 2026, a Melbourne, possano risultare caotici e ricchi di sorprese. 

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 10:26
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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