La crescita della Formula 1 negli Stati Uniti, alimentata anche dall’effetto mediatico di Drive to Survive e dai nuovi appuntamenti di Miami e Las Vegas, ha attirato nuovi protagonisti. Dal 2026 entrerà in griglia Cadillac, marchio del gruppo General Motors, con l’ambizione di rappresentare l’unico autentico progetto a stelle e strisce nel paddock.

Parole che non sono passate inosservate. Dan Towriss ha dichiarato che il confronto con Ford non sarebbe “nemmeno lontanamente” paragonabile, rivendicando una dimensione più radicata nell’orgoglio nazionale. Un messaggio chiaro: Cadillac vuole presentarsi come simbolo diretto dell’industria americana, in un contesto globale dove identità e marketing spesso si intrecciano.

La replica Ford: storia e sostanza

La risposta di Ford non si è fatta attendere. Il marchio dell’Ovale Blu vanta un passato significativo in Formula 1 sin dagli anni Sessanta, con 176 vittorie legate soprattutto al nome Cosworth, oltre alle esperienze come proprietaria di team quali Stewart e Jaguar.

Mark Rushbrook, responsabile Ford Performance, ha ricordato che “Ford Racing ha una storia di 125 anni di sport motoristici come team di corse americano” e che l’impegno attuale accanto a Red Bull Racing non può essere ridotto a un’operazione cosmetica. Secondo Dearborn, il contributo tecnico va oltre l’elettrificazione inizialmente prevista: numerosi componenti, inclusi elementi legati al motore termico, vengono sviluppati e prodotti internamente.

Bill Ford ha rincarato la dose: “Niente potrebbe essere più lontano dalla verità che affermare che la nostra partnership con la Red Bull è una campagna di marketing”. E ha ribattuto sottolineando che Cadillac utilizzerà propulsori Ferrari, insinuando che “se c’è qualcosa che sembra una campagna di marketing, è quello”.

Rivalità storica, nuova sfida mondiale

Lo scontro dialettico riporta alla mente la storica competizione tra Ford e GM, raccontata anche al cinema e vissuta per decenni tra NASCAR e 24 Ore di Le Mans. Ora, per la prima volta, la sfida si trasferisce direttamente in Formula 1.

Graeme Lowdon ha parlato di “sana rivalità”, convinto che tensioni di questo tipo arricchiscano lo spettacolo purché non degenerino. Il 2026 segnerà dunque un confronto simbolico e industriale, oltre che sportivo. Più che una semplice disputa d’immagine, è la prova di quanto la Formula 1 sia diventata terreno strategico per i grandi costruttori americani.

 
Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 00:30
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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