Il tema del rapporto tra pilota e ingegnere di pista è tornato al centro del dibattito dopo le prime uscite di Lewis Hamilton con Ferrari F1. Nelle comunicazioni radio emerse durante i test e nelle prime simulazioni gara si è percepita qualche esitazione di troppo, un dettaglio che in Formula 1 pesa quanto un errore di assetto. A sottolinearlo è stato Rob Smedley, voce autorevole del muretto negli ultimi anni, che ha invitato a non sottovalutare la costruzione del rapporto umano prima ancora di quello tecnico, soprattutto in una fase di transizione così delicata per il sette volte iridato.

Un ingegnere di pista vale un titolo

Smedley ha spiegato come il lavoro al fianco di un top driver sia un equilibrio continuo tra competenza ingegneristica e gestione emotiva: “il rapporto è sempre una partita alla pari, metà tecnica e metà fiducia personale. Se conosci l’auto ma non capisci chi c’è dentro l’abitacolo, il sistema si rompe”. L’ex ingegnere di pista ha rimarcato quanto sia essenziale cogliere il modo in cui il pilota sente la macchina, adattando in tempo reale le indicazioni operative. Nel confronto con la coppia ormai rodata formata da Max Verstappen e Gianpiero Lambiase, Smedley ha osservato che Hamilton è ancora in una fase embrionale del rapporto con il suo nuovo ingegnere: “quando al team radio emergono tensioni o risposte in ritardo vuol dire che l’intesa non è ancora matura, e lì il rischio è che il dialogo diventi controproducente”. Parole che fotografano una dinamica tipica dei cambi di squadra, dove anche i dettagli di linguaggio contano quanto la velocità sul giro.

Sostegno psicologico

Il passaggio che più ha colpito riguarda una consuetudine che Smedley non riesce a digerire: “mi fa male sentire ‘ti richiamo tra poco’. Non è un centralino: il pilota è al limite, a oltre 300 all’ora, e ha bisogno di una risposta subito, di sentirsi sostenuto”. Il ragionamento è semplice: ogni secondo di incertezza si traduce in insicurezza al volante, e l’insicurezza, in F1, si paga in decimi. Smedley ha ricordato che l’ingegnere di Ferrari coinvolto è un professionista con una carriera lunga e solida, arrivato al fianco di Hamilton anche su indicazione di Sebastian Vettel. Un passaggio che ridimensiona le critiche e sposta il focus sul tempo necessario per costruire automatismi e fiducia reciproca, soprattutto in un ambiente nuovo e con pressioni mediatiche altissime.

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 12:44
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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