L’inizio di stagione 2026 non ha fatto sconti alla Williams F1. Il progetto ha mostrato fin da subito limiti strutturali che vanno oltre la prestazione pura, costringendo il team a una presa di coscienza interna sul metodo di lavoro e sulla qualità della preparazione invernale. A raccontarlo senza giri di parole è stato Carlos Sainz, chiamato a guidare una fase di ricostruzione tecnica e culturale in una squadra che negli ultimi anni ha alternato segnali incoraggianti a bruschi stop. Il clima non è di sfiducia, ma di realismo: il gap con i top team è ancora ampio e richiede un salto di qualità che parte dall’organizzazione, prima ancora che dalla pista.

La presa di coscienza interna come punto di svolta

Il pilota spagnolo ha chiarito che non si tratta di un colpo alla fiducia del gruppo, bensì di una fotografia onesta dello stato dell’arte: “non è che l’autostima sia crollata, è che ci siamo resi conto di quante aree restino scoperte. Anche quando l’anno scorso si lottava per il podio e si chiudeva quinti nel Mondiale, il modo in cui i top team preparano l’inverno e affrontano un cambio regolamentare resta su un altro livello”. Un messaggio in linea con la visione del team principal James Vowles, che da mesi insiste sulla necessità di una crescita progressiva, senza scorciatoie. Sainz non si è nascosto sul percorso che lo attende a Grove: “sapevo che il margine di miglioramento fosse enorme. Sono arrivato proprio per dare una mano su più fronti, non solo guidando ma contribuendo a far crescere i processi”, ha spiegato, lasciando intendere che il suo ruolo va oltre il volante.

Più chilometri per colmare il ritardo tecnico

Le difficoltà iniziali hanno avuto risvolti concreti in pista: Williams ha dovuto rinunciare allo shakedown di Barcellona per problemi tecnici e organizzativi, accumulando ritardo nella preparazione. In Bahrain, però, la reazione è stata netta sul piano del lavoro: 414 giri completati, il bottino più alto tra i team, a testimonianza di una volontà di recupero che passa dalla raccolta dati e dalla validazione delle soluzioni di base. Sainz tornerà in abitacolo proprio a Sakhir per l’ultimo test prima del via in Australia, con l’obiettivo di trasformare il chilometraggio in indicazioni operative. “servono fondamenta solide prima di pretendere i risultati”, è il mantra che filtra dal box, mentre il cantiere Williams resta aperto e l’apprendimento accelera giro dopo giro.

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 13:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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