La rivoluzione promessa da Aston Martin per il 2026 ha vissuto un esordio in Bahrain ben al di sotto delle aspettative, lasciando nel paddock più domande che risposte. La AMR26, nata sotto l’egida tecnica di Adrian Newey e con l’inedita power unit Honda, è apparsa lenta e problematica durante i primi test collettivi. I numeri parlano chiaro: il distacco dai migliori supera i quattro secondi, una lacuna che anche i più ottimisti faticano a ridimensionare in prospettiva campionato.

Dietro ai ritardi e alle difficoltà c’è un intreccio di cause che vanno oltre il semplice tempo di pista. “la nostra monoposto non è ancora all’altezza degli altri team, nonostante il potenziale” ha ammesso con franchezza un dirigente, sintetizzando il senso di tutti i tecnici coinvolti. Testimonianze raccolte nel paddock confermano problemi alla power unit Honda, con surriscaldamenti e anomalie nella gestione dei dati che hanno limitato i run e rallentato lo sviluppo. Il cambio di fornitore motoristico e la ricostruzione quasi totale del reparto – dopo l’uscita di Honda dalla F1 e il lungo periodo di riorganizzazione – pesano come un macigno sui piani di crescita.

Non sono mancati i segnali di nervosismo: lo sguardo pensieroso di Lance Stroll padre nel paddock e le difficoltà di posizione in classifica sugli “ordini di battaglia” dei test hanno sottolineato che la strada per recuperare terreno sarà lunga. “abbiamo identificato molte aree critiche su cui lavorare, ma non ci sono soluzioni immediate” ha spiegato un responsabile di pista, ribadendo che la squadra possiede le risorse ma pochi margini temporali per tradurre il potenziale in performance. In questa fase di profonda rifondazione tecnica e organizzativa, con infrastrutture all’avanguardia da ottimizzare e nuove filosofie di progettazione da digerire, la sfida di Aston Martin sarà soprattutto una lotta contro l’orologio, con la prima gara stagionale che si avvicina inesorabilmente.

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Sezione: News / Data: Mar 17 febbraio 2026 alle 11:34
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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