Scosse rosse a Ferrari, e non solo nel paddock. A Piazza Affari il titolo di Maranello ha perso slancio dopo il nuovo report di Morgan Stanley, significativamente intitolato “Pit Stop”. La banca americana ha ridotto la propria raccomandazione da “Overweight” a “Equal-weight”, abbassando il target price da 520 a 425 dollari. Una frenata che nasce da dati tecnici, ma riflette anche il momento difficile della Scuderia in Formula 1, incapace di trasformare il potenziale in risultati concreti nel 2025.
Per gli analisti, il punto di svolta è nella strategia industriale: la Ferrari limiterà la produzione fino al 2030 per preservare l’esclusività del marchio. Decisione che favorisce il valore del brand ma penalizza le proiezioni di crescita a breve termine. Secondo il report, il ritmo medio annuo dei volumi si fermerà all’1,5%, contro il 6% dell’ultimo decennio. Anche i ricavi viaggeranno attorno al +5% annuo, meno delle stime precedenti. Un effetto collaterale previsto, mentre a Maranello si prepara la transizione verso l’elettrico, con il debutto della prima Rossa a batteria nel 2026.
La svolta elettrica e l’ombra della tradizione
Il passaggio alla mobilità elettrica continua a dividere i puristi. Molti clienti storici guardano con diffidenza al progetto, temendo uno smarrimento dell’anima Ferrari. Ma Morgan Stanley, nel suo documento, cerca di rassicurare gli investitori. Gli analisti tracciano un parallelo con Rolex, che nel 1977 introdusse il quarzo mantenendo intatto il prestigio del marchio. “Ferrari può usare il veicolo elettrico come vetrina della sua tecnologia, senza rinunciare all’essenza del motore a combustione” si legge. È un messaggio chiaro: cambiare senza tradirsi, assecondando l’evoluzione ma preservando la leggenda.
Il futuro elettrico però non cancella le ombre lasciate dal campionato appena concluso. Dopo un 2025 vissuto più tra rimpianti che soddisfazioni, la Rossa ha terminato al quarto posto nel Mondiale Costruttori, staccata di oltre 400 punti dalla sorprendente McLaren di Lando Norris. Nessuna vittoria, solo sette podi: un bilancio che pesa, anche nella percezione del titolo in Borsa.
Leclerc e Hamilton, simboli di un bivio
A soffrire è stato anche Charles Leclerc, deluso dopo l’ennesima stagione senza vittorie. In diretta TV, il monegasco non ha nascosto l’amarezza: “Fa male vedere gli altri festeggiare, ma sappiamo dove dobbiamo migliorare”, ha ammesso con uno sguardo che dice più delle parole. Attorno a lui, le voci di mercato si moltiplicano: qualcuno parla di un contatto con Aston Martin, anche se da Maranello continua a filtrare sicurezza sul rinnovo.
Non va meglio a Lewis Hamilton, protagonista di una stagione opaca. Una sola vittoria, in Cina, poi il vuoto. Alla vigilia del lungo inverno, il sette volte campione ha tagliato corto: “Niente bilanci, mi prendo una pausa e stacco da tutto”. Parole che sintetizzano il clima di fine ciclo anche in casa Mercedes. Il 2026 si annuncia come un anno di rivoluzioni, dentro e fuori dai box, e nessuno sembra immune al cambiamento.
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Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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