Dalla crescita al salto di qualità
Oscar Piastri, al suo terzo anno in Formula 1, si è affermato come uno dei principali pretendenti al mondiale 2025. Un progresso che sorprende solo in apparenza, considerando il curriculum impeccabile del pilota australiano nella sua carriera giovanile—ha infatti vinto consecutivamente in Formula Renault Eurocup, F3 e F2. Nonostante ciò, il suo percorso nel Circus è stato caratterizzato da una crescita graduale e continua. Nel suo primo anno in F1, Piastri aveva ottenuto due podi, un successo nella Sprint e 97 punti in classifica. Il 2024 ha segnato il vero salto: due vittorie, otto podi complessivi e ben 292 punti, triplicando i risultati dell’anno precedente. Nel 2025 il passo avanti è stato ancora più netto: sei vittorie già conquistate, 12 podi e punti in tutte le gare disputate. Con ancora dieci Gran Premi al termine, Piastri è a soli otto punti dal bottino totale dello scorso anno ed è leader del campionato piloti con nove lunghezze di vantaggio sul compagno Norris.
La freddezza di un veterano
Nonostante la pressione di una lotta mondiale al suo terzo anno in F1, Piastri mantiene un approccio calmo e metodico. Il team principal Andrea Stella ha sottolineato come il giovane australiano non abbia “rumore nella testa”, caratteristica molto utile in Formula 1, che gli permette di elaborare le informazioni con lucidità e migliorare costantemente. La sua mentalità ha ricordato a Stella due campioni del calibro di Michael Schumacher e Fernando Alonso, con cui ha lavorato in passato. Piastri, consapevole del paragone, ha riconosciuto che anche i grandi avevano dei punti deboli, trovando stimolo nel processo di crescita continua: “È interessante semplicemente ascoltare come erano quei piloti e come erano gli altri perché, soprattutto persone come Michael e Fernando con cui Andrea ha lavorato, non sono esattamente cattivi piloti", dice Piastri a proposito dei commenti di Stella. "Quindi ascoltare cosa li rende bravi, e anche in un certo senso quali fossero i loro punti deboli in alcuni casi, è sempre interessante. Penso che anche solo sapere che queste persone, che hanno vinto diversi Campionati del Mondo, avevano ancora dei punti deboli sia una bella cosa da sapere.
Il supporto di Mark Webber
Accanto a lui c’è anche Mark Webber, ex pilota F1 e ora parte del suo management. La sua esperienza in lotta per il titolo nel 2010 si rivela preziosa per guidare Piastri in un contesto di pressione completamente nuovo. Lo stesso Piastri ha riconosciuto quanto sia utile ricevere consigli specifici su come gestire un campionato che si gioca sul filo dei dettagli.
Una lotta tutta McLaren
La McLaren domina la classifica costruttori con un vantaggio enorme (quasi 300 punti), e la sfida per il titolo piloti è ormai un affare interno tra Norris e Piastri. Dopo un inizio favorevole a Norris e un sorpasso di Piastri a metà stagione, l’inglese è tornato sotto con tre vittorie nelle ultime quattro gare. Nonostante qualche momento di tensione in pista – emblematico il contatto in Canada – i due hanno rispettato le regole di squadra, mantenendo rapporti distesi fuori dal circuito. Lo stesso Piastri ha sottolineato l’“interessante dinamica” del duello, capace di spingerli entrambi a dare il massimo senza deteriorare il rapporto personale.
Verso la seconda metà di stagione
Il Mondiale riprenderà dopo la pausa estiva con Piastri leggermente avanti, ma con Norris in grande forma. Il giovane australiano non sembra preoccupato: “Il passo è stato molto forte per tutta la prima parte dell’anno e mi aspetto che la lotta rimanga serrata. Sarà una seconda metà di stagione molto combattuta”. Il 2025 segna così il suo ingresso definitivo tra i protagonisti della Formula 1: un talento maturo, rapido e già capace di gestire la pressione di un campionato mondiale.
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