Il nuovo regolamento del 2026 sta ridisegnando la mappa della Formula 1 e, per chi debutta in un progetto appena nato, l’impatto è ancora più forte. In Bahrain si respira aria di laboratorio a cielo aperto: macchine nuove, power unit tutte da capire, procedure che cambiano le abitudini dei piloti. In questo scenario si inserisce l’avventura Audi, che sta costruendo le sue basi proprio mentre la categoria entra in una fase di profondo rinnovamento tecnico. Per i rookie di lusso, l’adattamento non è solo una questione di velocità pura, ma di comprensione di un mezzo che chiede un approccio diverso, meno istintivo e più ragionato, in linea con una F1 oggi sempre più sofisticata.

Ai microfoni di Davide Camicioli intervistato da Sky Sport Italia, Gabriel Bortoleto ha raccontato senza filtri l’impatto con le nuove vetture. “Ognuno vive questo regolamento a modo suo: sono macchine completamente nuove e richiedono una guida diversa. Fernando è cresciuto con vetture velocissime, molto sviluppate e con tanto grip, quasi perfette. Qui si riparte da zero, con telaio e motore nuovi e tantissimo lavoro di sviluppo da fare. È l’inizio di un’era tecnica ed è una sfida affascinante, soprattutto viverla con una squadra che entra ora in Formula 1 come Audi. Non sono le macchine più belle da guidare oggi, ma credo che tra qualche mese diventeranno molto più piacevoli. Mi sto divertendo: cambia il modo in cui acceleri e freni, non puoi stare sempre con il piede giù come prima, ed era una sensazione bellissima. Ora ci sono altri aspetti interessanti da scoprire”.

Nuovo stile di guida e controllo totale della macchina

Bortoleto ha descritto una F1 meno “flat out” e più nervosa, che chiede precisione continua. “È tutto molto diverso: non vai più sempre a tavoletta, devi lottare con la macchina in ogni fase. L’anteriore e il posteriore scappano in curva, serve un controllo enorme. C’è ancora tanto da capire e sarebbe sbagliato dire di aver già compreso davvero queste vetture. Tra qualche mese, con lo sviluppo, saranno molto diverse”. Un passaggio che fotografa bene l’instabilità iniziale dei progetti 2026, dove le finestre di funzionamento sono strette e il margine di errore è alto. Per chi ha sensibilità di guida, questo può diventare un vantaggio competitivo nel medio periodo.

Abituato a cambiare, tra partenze difficili e nuove procedure

Il pilota Audi ha poi sottolineato come il continuo cambio di categorie lo abbia preparato mentalmente a questo salto nel buio tecnico. “Negli ultimi anni ho cambiato spesso macchina, dalla FRECA alla Formula 1, e anche in F1 mi sono trovato con concetti tecnici diversi. Sono abituato a ripartire da zero contro tutti, portando in pista la mia gioventù e la voglia di imparare. È un’opportunità. Le partenze sono diventate molto più complicate: la procedura è più complessa, non è bella come quella di prima, quando mettevi la prima e via. Ora c’è più rischio anche sul piano della sicurezza. In questa settimana ne farò tante per prendere confidenza”. Un’analisi che racconta quanto il 2026 non sia solo una rivoluzione tecnica per la f1, ma anche un banco di prova mentale per chi sta costruendo ora il proprio futuro in griglia.

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Sezione: News / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 10:33
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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