Le luci del circuito di Sakhir hanno acceso il primo vero termometro della stagione di Formula 1. L’ultima tre giorni di test in Bahrain è partita con un clima carico di aspettative, ma anche di prime crepe per chi sperava in un avvio lineare. Nella mezz’ora iniziale, mentre le monoposto cominciavano a macinare chilometri senza riferimenti cronometrici definitivi, dagli studi di Sky UK è arrivato un commento che ha acceso i riflettori su una squadra in particolare. L’attenzione si è spostata subito sull’andamento di Aston Martin, apparsa meno brillante del previsto proprio nel momento in cui il paddock cercava le prime risposte concrete.

Secondo l’analisi di Bernie Collins, il percorso di avvicinamento alla pista non è stato semplice. “Attorno ad Aston Martin si è creato molto rumore, ma la realtà racconta di un inizio complicato: al test di Barcellona sono arrivati in affanno e nella scorsa settimana i giri completati sono stati pochi. Questo ha rallentato il lavoro di messa a punto”, ha spiegato in diretta su Sky Sports UK. Un quadro che pesa soprattutto in un contesto in cui ogni chilometro percorso diventa prezioso per validare soluzioni aerodinamiche e meccaniche. La sensazione è che il team inglese sia partito con il freno a mano tirato, proprio mentre i rivali accumulano dati e confidenza con le nuove vetture.

Il nodo power unit e l’isolamento tecnico

Un altro elemento sottolineato riguarda la scelta della power unit. Aston Martin è l’unica scuderia a utilizzare il propulsore Honda, un vantaggio in termini di esclusività ma anche un limite nella fase di apprendimento. “Essere soli con una specifica di motore riduce il confronto diretto con altre squadre: impari meno in fretta perché non puoi incrociare i dati con partner tecnici”, ha osservato Collins. In un’era di sviluppo sempre più complesso, condividere esperienze su affidabilità, gestione termica e integrazione telaio-motore può fare la differenza nei primi appuntamenti del calendario. Senza questo scambio, ogni errore rischia di costare doppio in termini di tempo perso.

Troppi elementi nuovi da far combaciare

Il progetto tecnico di Aston Martin per il 2026 è ambizioso, ma proprio questa ambizione sembra aver alzato il livello di rischio. “In Formula 1 non basta avere piloti di talento o un reparto tecnico di primo piano: tutto deve incastrarsi alla perfezione. Qui ci sono un motore inedito, un cambio nuovo, una sospensione molto aggressiva e tante soluzioni da armonizzare. La domanda è se questo pacchetto sia già pronto”, ha aggiunto l’analista. Il riferimento al controllo progettuale di Adrian Newey rende bene l’idea di quanto la concorrenza sia feroce. Al momento, la percezione è che le difficoltà viste nei primi giri in Bahrain possano accompagnare la squadra almeno nelle prime gare della stagione di f1 oggi, con un avvio in salita che rischia di pesare sull’intero campionato di f1.

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Sezione: News / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 08:31
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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