Il primo vero scossone dei test in Bahrain è arrivato con un giro che ha acceso il cronometro e, soprattutto, le discussioni nel paddock di f1 oggi. Il tempo messo a referto da Charles Leclerc ha riportato al centro dell’attenzione la ferrari f1, che nelle prime ore di lavoro a Sakhir ha mostrato una solidità inattesa. Al di là del numero secco sul tabellone, a colpire è stato il modo in cui la SF-24 ha affrontato i tratti più guidati del circuito, un segnale che lascia intravedere un potenziale interessante sul fronte del carico aerodinamico. In un contesto dove gomme e benzina restano variabili pesanti, il messaggio che filtra dal box di Maranello è comunque chiaro: la base tecnica sembra più promettente rispetto a dodici mesi fa.

A entrare nel dettaglio dei dati è stato l'analista Federico Albano che su X ha commentato il giro del monegasco con un’analisi puntuale. “Il passaggio di Leclerc è davvero convincente: non è solo una questione di cavalli, perché la Ferrari è apparsa rapida anche nei curvoni da alto carico, ed è un segnale incoraggiante. È chiaro che gomme e carburante incidono tantissimo, ma dai numeri emerge una direzione precisa. Dai dati si vede come a Maranello insistano molto sull’harvesting in curva 4, per poi scaricare tanta energia nella salita verso la 12. E si conferma anche una scelta di rapporti molto corti sulla McLaren, cosa che dal grafico salta all’occhio in modo netto”. Un quadro che va oltre il semplice time attack e racconta una filosofia di utilizzo dell’energia piuttosto marcata.

Ferrari efficace nelle curve da carico

La notizia più confortante per i tecnici della Rossa riguarda proprio la competitività nei tratti ad alta percorrenza. Negli ultimi anni la Ferrari aveva sofferto nel trovare un compromesso tra efficienza sul dritto e stabilità nelle curve veloci, pagando spesso pegno nei settori più guidati. A Sakhir, invece, la macchina è apparsa più piantata a terra nei cambi di direzione più impegnativi, segno che il lavoro sul fondo e sull’aerodinamica superiore sta andando nella direzione giusta. Anche senza forzare letture premature sui valori assoluti, la sensazione è che la SF-24 abbia ampliato la finestra di funzionamento, un aspetto cruciale per la gestione delle gomme in gara.

Harvesting mirato e strategie energetiche a confronto

L’altro spunto interessante riguarda la gestione dell’energia elettrica lungo il giro. La scelta di concentrare l’harvesting in un punto specifico della pista per poi liberare potenza in un tratto in salita racconta un approccio molto aggressivo da parte degli ingegneri Ferrari, che cercano di massimizzare l’efficacia nei punti chiave del tracciato. Il confronto indiretto con la McLaren, evidenziato dai rapporti corti, suggerisce filosofie diverse nella ricerca del tempo sul giro, con squadre che puntano su accelerazione e altre su velocità di punta. In un contesto di test, dove le simulazioni si intrecciano con il lavoro di sviluppo, questi dettagli aiutano a leggere tra le righe di un cronometro che, da solo, dice sempre troppo poco sulla reale gerarchia della f1.

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Sezione: News / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 10:35
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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