C'è un dato che racconta il Day-1 della Ferrari più del settimo tempo finale o del piccolo guasto pomeridiano. È un dato invisibile a occhio nudo, ma che lampeggia chiaramente sui monitor della telemetria: Lewis Hamilton è tornato a frenare come Lewis Hamilton.

Il sette volte iridato, prima di salire sulla SF-26 a metà giornata, ha regalato ai suoi ingegneri un feedback che a Maranello (e a Brackley) non sentivano da tempo: "Non mi sentivo così bene in macchina da anni". Una dichiarazione che trova riscontro immediato nell'analisi dei micro-settori del suo giro veloce.

Telemetria: il "Mago della Staccata"

Sovrapponendo i grafici di Hamilton con quelli dei diretti rivali, emerge un dettaglio lampante: l'inglese è tornato a "osare" in ingresso curva. Nel suo best lap (1:34.299), Lewis ha fatto la differenza nella prima fase di decelerazione, in particolare alla Curva 1 e alla 14. La traccia del freno mostra una pressione iniziale violenta e un rilascio modulato (trail braking) fin dentro la corda, portando una velocità minima a centro curva superiore alla media.

È lo stile che lo ha reso leggenda, quello che gli permette di aggredire la curva, far ruotare il posteriore con i freni e raddrizzare subito la macchina. Uno stile che le vetture "a effetto suolo" (2022-2025), rigide come tavole e sottosterzanti, avevano mortificato, costringendolo spesso a guidare "sulle uova".

L'Ipotesi Tecnica: Perché la 2026 è la "sua" macchina?

Perché proprio ora? La risposta va cercata nel cambio regolamentare. Le monoposto 2026 presentano caratteristiche che sembrano sposarsi perfettamente con il DNA di guida di Hamilton:

Passo Corto e Larghezza ridotta: Con un interasse ridotto a 3400mm e una larghezza di 1900mm, le vetture hanno perso l'inerzia da "camion" delle generazioni precedenti. Sono più reattive, più agili nei cambi di direzione e accettano trasferimenti di carico più bruschi senza scomporsi.

Aerodinamica Attiva (X-Mode/Z-Mode): La gestione dell'ala anteriore e posteriore mobile permette di bilanciare il carico in frenata in modo più dinamico. Questo consente a Lewis di avere quell'anteriore "granitico" e preciso (pointy front end) che ha sempre amato e che gli permette di "buttare" la macchina dentro senza aspettare che l'assetto si stabilizzi. Naturalmente ci sono i rivali, quindi l'adattabilità potrebbe non bastare. Ma è un primo passo.

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Sezione: News / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 23:00
Autore: Mirko Borghesi / Twitter: @@BorghesiMirko
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Mirko Borghesi
Editore e Direttore di F1 News, Mirko Borghesi è giornalista dal 2008. Regolarmente iscritto all'Odg, ha lavorato nel mondo del calcio, della politica e dello sport. Attualmente è capo ufficio stampa della Proracing Motorsport Academy di Fisichella, Cioci e Liuzzi; direttore artistico di AsiPlay, la tv dell'ASI, e collabora con diverse testate
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