Nel pieno della rivoluzione regolamentare prevista per il 2026, la Federazione Internazionale ha acceso i riflettori su un aspetto delicato delle nuove power unit: il rapporto di compressione. Secondo alcune ricostruzioni, la Mercedes sarebbe riuscita a rientrare nel limite imposto, fissato a 16:1, sfruttando una zona grigia legata alle modalità di controllo. Le verifiche finora sono state effettuate a temperatura ambiente, quindi a motore freddo, condizione nella quale l’unità tedesca rispetterebbe formalmente i parametri.

Il punto controverso riguarda però un altro principio regolamentare: le monoposto devono risultare conformi “in ogni momento e in ogni circostanza”. Da qui il confronto tra costruttori e tecnici FIA per definire un metodo che misuri come il rapporto di compressione vari passando dalle condizioni statiche a quelle operative. La proposta elaborata dal Comitato motori prevede che, dal 1° agosto 2026, il rispetto del limite venga certificato anche a una temperatura di esercizio indicativa di 130°C. Se approvata, la modifica concederebbe alla casa di Brackley alcuni mesi per adeguarsi.

Commissione F1: prudenza prima di cambiare le regole

Parallelamente, in Bahrain si è riunita la Commissione Formula 1 sotto la guida di Stefano Domenicali e del direttore tecnico FIA Nikolas Tombazis per analizzare i primi riscontri sulle monoposto 2026. I piloti hanno apprezzato peso ridotto e dimensioni più compatte, sottolineando una migliore reattività in accelerazione e una guida più fluida.

Non mancano però le perplessità. Il team principal della McLaren, Andrea Stella, ha sollevato dubbi su sicurezza in partenza e gestione del “lift-and-coast”. Per ora, tuttavia, nessuna rivoluzione immediata: secondo quanto emerso, i dati raccolti “non sono ancora sufficientemente maturi” e intervenire adesso “rischierebbe di aumentare l'instabilità prima della prima gara”.

Partenze sotto esame e sprint nel mirino

Un ulteriore fronte riguarda la procedura di avvio. Alcuni team temono che le nuove unità impieghino troppo tempo a raggiungere la corretta pressione di sovralimentazione, con il rischio di partenze lente. La Ferrari avrebbe espresso contrarietà a modifiche dell’ultimo minuto, forte di uno sviluppo mirato del turbocompressore per ottimizzare proprio questa fase.

Per evitare tensioni, la FIA testerà diverse sequenze al termine delle giornate di prove in Bahrain, così da raccogliere elementi concreti prima del via stagionale. “Durante la riunione della commissione, si sono svolte discussioni e proposte costruttive in merito alla procedura di partenza della gara. Di conseguenza, durante i test in Bahrain in corso verranno effettuate ulteriori valutazioni sugli aggiornamenti ai sistemi di gara e alla gestione delle vetture”, si legge nel comunicato.

Infine, sul tavolo anche l’ipotesi di ampliare il calendario sprint fino a dodici eventi, anche se per il 2026 resteranno sei appuntamenti. Il nuovo ciclo tecnico è appena iniziato, ma le prime frizioni dimostrano che la partita politica è già entrata nel vivo.

Sezione: News / Data: Mer 18 febbraio 2026 alle 18:00
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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