Punti di vista. Tutti equamente importanti, tutti equamente singolari. Per questo, quando Rob Smedley, a Sky Sport UK, dice che il miglior anno della carriera di Sebstian Vettel, un quattro volte campione del mondo, è stato il Mondiale 2019, in cui è stato battuto a più riprese da Charles Leclerc e ha perso il controllo della Ferrari, bisogna sentire prima di giudicare perchè in queste parole si potrebbe trovare una nuova angolazione dalla quale le cose non si erano mai viste: "Penso che la sua migliore stagione in Formula 1 sia stata, e so che verrò bastonato per questo, quella dello scorso anno, il 2019. Credo che si sia trovato di fronte alla sfida più grande della sua carriera, e in tanti l’hanno dato per finito, perché era la cosa più semplice da fare. Charles andava di bene in meglio e questo per molti segnava la fine di Vettel. Penso che abbiamo visto il vero Sebastian Vettel verso la fine dell’anno. Sono sicuro che anche lui ammetterebbe di non essere stato dove avrebbe voluto a inizio stagione. Ma quando ha abbassato la testa, come fanno i veri campioni, è tornato. Aveva tanta pressione addosso, non ci sono dubbi su questo, forse la pressione maggiore che ha mai avuto in carriera. Il modo in cui è tornato, con autorità dopo un inizio balbettante, credo sia stato qualcosa di speciale da vedere. Sono sicuro che Mattia Binotto non sarà d’accordo con me, ma un esempio è stata la gara della Russia. Era davanti a tutti – indipendentemente dalle macchinazioni fatte -, ha preso una decisione da solo e la stava portando avanti, senza lasciar passare Leclerc. E penso che questo sia il segno di un vero grande pilota, l’essere implacabili nella ricerca della vittoria".

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Sezione: News / Data: Sab 30 maggio 2020 alle 13:00
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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