La seconda giornata di test in Bahrain ha vissuto un momento di forte apprensione in casa Ferrari F1. La vettura è rimasta ferma ai box per oltre un’ora, con Lewis Hamilton costretto a interrompere il programma di lavoro. In un contesto in cui l’affidabilità del motore era stata fin qui uno dei punti di forza della Scuderia, il lungo stop ha acceso subito le preoccupazioni nel paddock, alimentando il timore di un guasto legato alla power unit proprio nel momento in cui il team stava spingendo sullo sviluppo di soluzioni aerodinamiche inedite.

Le prime indicazioni, però, vanno in un’altra direzione. Dal paddock filtra che la power unit non sia coinvolta direttamente nell’imprevisto, con l’attenzione che si sposta sulla grande novità tecnica portata oggi in pista dalla SF-26. “Il motore non è in discussione: il problema sembra collegato a una delle innovazioni aerodinamiche introdotte in giornata”, secondo quanto riportato da Formula Passion Dopo il flap al diffusore visto ieri, la Ferrari ha debuttato con una nuova ala posteriore a geometria variabile, capace di ruotare di 180 gradi in rettilineo per ottimizzare la resistenza aerodinamica. Una soluzione estrema, che richiede un’integrazione meccanica e strutturale delicata e che, al primo vero test in condizioni reali, può mettere in luce criticità inattese.

Intervento pesante nella zona posteriore

Le immagini dal box - raccontate da Matteo Bobbi di Sky Sport Italia - parlano di un lavoro profondo sulla parte posteriore della vettura. “Si sono visti smontaggi importanti nella zona del cambio: bracci delle sospensioni, semiasse e differenziale sono le aree su cui i meccanici stanno intervenendo”, è la descrizione che filtra dal paddock. Un’operazione che va ben oltre il classico controllo di routine e che spiega la durata dello stop. La conferma arrivata dalla squadra è che la power unit non presenta anomalie, elemento che ridimensiona l’allarme iniziale ma non cancella il peso di un’interruzione così lunga in una giornata di test in cui ogni run è prezioso.

Stop programmato per testare l’affidabilità dei componenti

Nel paddock prende corpo anche un’interpretazione meno allarmistica dell’accaduto, legata al lavoro di validazione sulla durata dei pezzi. Bobbi continua. “È normale in questa fase spingere le singole componenti verso il loro limite operativo per capirne la vita utile: la Ferrari ha portato al limite i componenti già utilizzati a Barcellona e nei tre giorni di Bahrain della scorsa settimana, oltre che nelle sessioni di ieri e oggi”, è il senso della valutazione che filtra dagli addetti ai lavori. In quest’ottica, lo stop potrebbe rientrare in un programma preventivato dalla Rossa per individuare il fine vita dei componenti e raccogliere dati preziosi sull’affidabilità del pacchetto, anche a costo di sacrificare qualche run in una giornata di test.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 09:51
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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