Nei box del Bahrain l’aria è diversa rispetto alle aspettative che avevano accompagnato l’inverno di Formula 1. Attorno al progetto Aston Martin si respirava fiducia, alimentata dall’arrivo di nuove figure tecniche e da una partnership motoristica carica di promesse. I primi giorni di pista, però, stanno raccontando una storia più prudente: la squadra di Silverstone non è riuscita a macinare il chilometraggio sperato e ogni giro perso pesa in una fase in cui ogni dettaglio serve per far dialogare componenti che sono, di fatto, nuovi di zecca.

Il quadro che emerge dal paddock parla di un pacchetto ancora acerbo, soprattutto sul fronte dell’integrazione tecnica. “Il lavoro in pista è stato inferiore a quanto servirebbe per un progetto così ambizioso: tra motore inedito e trasmissione sviluppata internamente, è normale pagare dazio in termini di messa a punto”, è la lettura che circola tra gli addetti ai lavori. Il nuovo propulsore Honda rappresenta una svolta per la Aston Martin F1, ma richiede tempo per essere compreso fino in fondo, così come il cambio progettato in casa dopo anni di soluzioni derivate. “Per funzionare serve che ogni elemento dialoghi con l’altro: oggi, soprattutto lato unità di potenza, qualcosa non torna, tra cavalli disponibili e gestione dell’energia in uscita dalle curve”, spiegano dal paddock, fotografando una difficoltà che si riflette sul passo gara.

Pacchetto da far maturare tra affidabilità e potenza

Il tema non è solo la prestazione pura, ma l’armonia del sistema vettura-motore. In Bahrain l’Aston Martin ha mostrato sprazzi interessanti, subito frenati da run interrotti e da una continuità che manca. “L’affidabilità crescerà in fretta, su questo non ci sono dubbi, ma la vera quadratura del cerchio arriverà strada facendo, quando il progetto avrà accumulato chilometri e dati”, è il giudizio condiviso tra gli osservatori. In altre parole, l’auto non è ancora pronta a esprimere il potenziale promesso sulla carta, e questo rischia di pesare nelle primissime gare, dove il margine di recupero è sempre limitato.

Newey e Honda promesse che guardano al medio periodo

Le aspettative create dall’accoppiata tra l’esperienza progettuale di Adrian Newey e il ritorno di Honda Racing avevano alimentato un entusiasmo diffuso attorno al progetto di Silverstone. Oggi, però, la sensazione è che quel potenziale non si materializzerà subito. “L’idea di vedere subito un salto netto era una speranza condivisa, ma la realtà della pista suggerisce che servirà pazienza: questo progetto ha bisogno di tempo per allineare tutti i pezzi”, è il messaggio che filtra. L’impressione è che la crescita arriverà durante la stagione, con sviluppi mirati e una progressiva integrazione del pacchetto tecnico.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, Aston

Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 08:29
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print