Il Bahrain non perdona e, dopo giornate filate senza intoppi, anche la Ferrari F1 si è trovata a fare i conti con un imprevisto tecnico che ha acceso i riflettori nel paddock. Durante la sessione di oggi, il box della Scuderia si è improvvisamente chiuso, con meccanici e ingegneri al lavoro dietro i pannelli per intervenire sulla vettura. Un segnale che non è passato inosservato, perché in un contesto di test ogni minuto perso pesa sul programma di raccolta dati e sulla comprensione del pacchetto.

La sensazione, filtrata tra gli addetti ai lavori, è che non si sia trattato di un contrattempo banale. “Quando una squadra si isola in quel modo non è per un controllo di routine: vuol dire che c’è qualcosa di più serio da verificare”, è il commento che circola nel paddock. Non è detto che il problema riguardi direttamente la power unit, perché in questa fase basta un componente dell’impianto di raffreddamento o una parte della trasmissione per costringere a smontare il cofano motore. “Non per forza è il motore: spesso sono dettagli collegati che obbligano a intervenire in profondità sulla carrozzeria posteriore”, spiegano dal box, lasciando intendere che l’operazione abbia richiesto tempo e riservatezza.

Prime crepe nella fase di rodaggio

Per la Ferrari F1 si tratta dei primi intoppi di una fase che, per definizione, serve proprio a far emergere i punti deboli del progetto. In un contesto in cui tutte le squadre stanno spingendo su affidabilità e integrazione dei nuovi componenti, anche un singolo stop diventa un campanello d’allarme sul fronte della robustezza del pacchetto. “È in questi giorni che vengono fuori le magagne: meglio scoprirle ora che in un weekend di gara”, è la lettura condivisa tra gli addetti ai lavori, che invitano a non drammatizzare ma nemmeno a sottovalutare.

Gestione dell’emergenza e programma da ricalibrare

Il vero tema, ora, è capire quanto l’imprevisto inciderà sul piano di lavoro della giornata e sulle prove di assetto previste. Ogni run saltato è un tassello in meno nella comprensione del comportamento della vettura, soprattutto sul passo gara. “Se perdi mezza sessione, devi comprimere il lavoro rimanente e rinviare alcune verifiche: il rischio è arrivare al debutto con qualche risposta in meno”, spiegano nel paddock. In un quadro di test già letti con cautela, l’episodio ricorda quanto sia sottile il confine tra un programma lineare e una giornata da rimettere in piedi in corsa.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 08:40
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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