Nel paddock di Sakhir, tra long run spezzati dal vento e prove di affidabilità che valgono più di un giro veloce, il clima che circonda Mercedes F1 è sorprendentemente disteso. Dopo stagioni vissute tra rincorse tecniche e soluzioni tampone, il progetto 2026 sembra finalmente poggiare su una base ordinata. Non c’è frenesia ai box, ma un lavoro metodico che punta a far combaciare telaio, aerodinamica e gestione del propulsore. Un segnale che, in una fase di test così delicata, pesa quasi quanto i cronometri.

Chi osserva da vicino parla di una vettura nata con una logica chiara. “L’insieme appare pulito e coerente, non si notano pezze messe in corsa: è quello che ti aspetti da chi storicamente ha saputo costruire motori di riferimento”, è il senso del giudizio che circola nel paddock. La power unit di Brackley viene indicata come una delle più convincenti per erogazione e gestione dell’energia, un punto di forza che ha permesso al team di concentrarsi su assetti e comparazioni di set-up senza l’assillo dell’affidabilità. In questo contesto, George Russell e Andrea Kimi Antonelli hanno portato a casa chilometri utili soprattutto sul passo gara, lasciando intendere che il potenziale della macchina non è ancora stato mostrato del tutto.

Ferrari e Red Bull più vicine alle Frecce d’Argento

La sorpresa, però, arriva dal confronto con i rivali. La sensazione diffusa è che il gap rispetto a Ferrari F1 e Red Bull Racing sia più ridotto di quanto ci si aspettasse alla vigilia. “Non c’è il vuoto alle spalle che qualcuno immaginava: le rosse e le vetture di Milton Keynes stanno tenendo il passo più di quanto si prevedesse”, è la lettura che rimbalza tra gli addetti ai lavori. La Ferrari ha mostrato una buona costanza nei long run, mentre la Red Bull continua a dare l’idea di un pacchetto equilibrato, capace di adattarsi rapidamente alle condizioni mutevoli di Sakhir.

Verso Melbourne con Mercedes nel mirino

Il segnale più forte che arriva dal box Mercedes è la calma operativa. Nessuna corsa a modifiche drastiche, nessuna ricerca spasmodica del tempo sul giro: il lavoro procede per affinamenti successivi. “Quando in un team l’ambiente è sereno, di solito significa che la base tecnica è solida: la prestazione arriva come conseguenza”, è il commento che riassume l’umore generale. In vista del debutto stagionale di Melbourne, le Frecce d’Argento partono con l’etichetta di riferimento iniziale, ma con Ferrari F1 e Red Bull pronte a sfruttare ogni finestra di sviluppo per mettere pressione fin dal primo weekend.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 08:36
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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