La giornata politica vissuta ieri in Formula 1 ha lasciato più spunti di quanto possa sembrare a una prima lettura dei comunicati ufficiali. Le riunioni tra FOM, motoristi e FIA hanno chiarito alcuni passaggi chiave sul futuro immediato delle power unit, aprendo però scenari ancora in movimento. Sullo sfondo resta la partita politica che si gioca attorno all’equilibrio delle prestazioni e alla tutela dei costruttori, con decisioni che potrebbero pesare già dalle prime gare del Mondiale.

Nel racconto che circola nel paddock, emerge come Mercedes F1 abbia scelto una linea bassa, parlando poco ma portando a casa ciò che cercava: correre a Melbourne con il proprio motore nella configurazione attuale. A Sky Sport Italia Roberto Chinchero ha parlato così. “Una volta omologata l’unità, nessuno potrà più metterci mano finché non cambierà il regolamento: il via libera è arrivato dopo i controlli FIA a Brixworth”. Il test a caldo sul rapporto di compressione, tema che ha animato il confronto politico, non è stato autorizzato per interventi immediati: l’eventuale introduzione richiede il voto del comitato dei motoristi, dove serve una maggioranza qualificata. “Se passerà, non se ne parlerà prima dell’estate: prima di agosto il quadro resterà invariato”, spiegano gli addetti ai lavori, fotografando una situazione meno scontata di quanto si pensasse alla vigilia.

Il nodo prestazioni tra cavalli e percezione del vantaggio

Il tema del vantaggio prestazionale della Mercedes continua a rimbalzare tra i box, ma con toni più misurati rispetto alle prime voci. “Se in Australia dovesse emergere un divario netto, non sarà certo legato al rapporto di compressione: lì si parla di pochi decimi nel migliore dei casi”, è l’analisi che circola. Anche sul presunto colpo di genio della power unit, le stime si raffreddano: “Non è un salto mostruoso di potenza, al massimo qualche decina di cavalli: tradotto in pista, due decimi a seconda del tracciato”. In altre parole, eventuali differenze evidenti non avrebbero una sola causa, ma nascerebbero da un pacchetto complessivo più riuscito.

Macchine in evoluzione costante e gerarchie fluide

Al di là del dibattito sui motori, la sensazione condivisa è che la Mercedes F1 parta con una vettura equilibrata in tutte le aree, ma che le gerarchie viste nei test vadano lette con cautela. “Quello che scenderà in pista a Melbourne non sarà necessariamente lo stesso pacchetto che vedremo a fine stagione: le monoposto cambieranno parecchio”, è il monito che arriva dal paddock. Con sviluppi già pronti nei cassetti e aggiornamenti programmati a breve, l’ordine di forza resta un discorso in divenire, destinato a muoversi gara dopo gara.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 09:03
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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