Nel paddock di Sakhir, mentre George Russell è in pista per macinare chilometri utili, l’attenzione dei media si è spostata sulle parole di Andrea Kimi Antonelli. Il giovane pilota italiano, al centro di un progetto tecnico che guarda al futuro, ha fotografato un momento di lavoro intenso per Mercedes F1, tra aggiornamenti che sembrano funzionare e una concorrenza che, come sempre nei test, preferisce tenere le carte coperte. In Bahrain si costruiscono certezze parziali, con l’obiettivo di arrivare a Melbourne con il pacchetto più completo possibile.

Tra ambizione personale e realismo sul quadro generale, il messaggio è chiaro, rilasciato a Sky Sport ITalia . “Mi piacerebbe lottare per il titolo con George, sarebbe il segnale che il progetto sta funzionando. La macchina risponde bene e gli aggiornamenti stanno andando nella direzione giusta, ma non siamo soli: McLaren ha fatto un passo in avanti evidente e gli altri non stanno mostrando tutto”, ha raccontato l’italiano. La sensazione è che le gerarchie siano ancora coperte da strategie di depistaggio: “Qui è complicato capire i reali valori, perché c’è chi lavora con carichi e chi nasconde il passo. Melbourne dirà molto di più”. Sul fronte delle partenze, la nuova generazione di power unit impone procedure più complesse: “Senza MGU-H serve far girare il turbo nel modo giusto e trovare il timing sul gas, altrimenti perdi pressione. In griglia la FIA ci sta dando una mano con segnali luminosi per prepararci allo spegnimento dei semafori”, ha spiegato, sottolineando come alcuni team con turbine più compatte riescano a essere più reattivi fin dal primo impulso.

Sorpassi ed energia il nodo della nuova Formula 1

Il tema più delicato resta quello dei sorpassi, legato alla gestione dell’energia. “Sul simulatore certe dinamiche non si percepiscono: in pista, quando stai sotto al secondo, perdi carico e superare diventa complicato. A due o tre secondi, invece, l’aria è più pulita rispetto al passato”, ha spiegato Antonelli, descrivendo una Formula 1 diversa da quella recente. La chiave, secondo il pilota, sarà la standardizzazione delle velocità di punta per evitare sbalzi di rilascio energetico: “Se riesci ad avere un’erogazione costante, sai cosa aspettarti in ogni fase del giro. Il boost è molto incisivo su alcune piste, qui in Bahrain meno: usarlo male può penalizzarti”, ha aggiunto, indicando quanto la gestione elettronica diventerà parte integrante della prestazione.

Simulatore centrale e adattamento rapido verso Melbourne

Un altro fronte di lavoro è quello del simulatore, che in casa Mercedes F1 sta vivendo una fase di profonda evoluzione. “All’inizio mancava correlazione con la pista, era quasi andare a sensazione. Ora stiamo investendo tanto sullo strumento e i riscontri stanno migliorando”, ha spiegato l’italiano, sottolineando come il comportamento della vettura in Bahrain sia diverso rispetto alle prime uscite. Con già diversi giorni di lavoro alle spalle, l’obiettivo è arrivare in Australia pronti ad affrontare le nuove difficoltà regolamentari. “In qualifica e in gara le velocità cambiano molto, servirà attenzione. Il simulatore sarà fondamentale per trovare il compromesso giusto e anticipare i problemi prima che emergano in pista”, ha raccontato, lasciando intendere che la preparazione fuori dalla pista sarà decisiva quanto il lavoro svolto nei test.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 09:08
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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