Il Bahrain torna a essere il primo banco di prova vero della stagione di Formula 1. Sul tracciato di Sakhir, tra asfalto abrasivo e vento che cambia le carte in tavola a ogni run, i team hanno iniziato a macinare chilometri con l’obiettivo di capire dove si colloca il proprio progetto tecnico. I test rappresentano l’unico momento in cui ingegneri e piloti possono spingere senza filtri mediatici, cercando risposte su affidabilità, bilanciamento e gestione delle gomme in condizioni reali.

La giornata di oggi ha visto alternarsi al volante quasi tutte le prime guide, con turni studiati per coprire l’intero arco della giornata. La Ferrari ha affidato entrambe le sessioni a Lewis Hamilton, scelta che racconta la volontà di accumulare dati continui sul comportamento della nuova vettura, mentre la Red Bull ha lasciato spazio a Max Verstappen dall’alba al tramonto, con run lunghi dedicati alla simulazione gara. In casa Mercedes la staffetta tra George Russell al mattino e Andrea Kimi Antonelli nel pomeriggio ha permesso di confrontare stili di guida e feedback su una monoposto che cerca stabilità nelle curve lente. Alla McLaren, invece, la giornata è stata divisa tra Lando Norris e Oscar Piastri, con programmi differenti: più carichi aerodinamici al mattino, lavoro di set-up sul passo gara nel pomeriggio. “La macchina reagisce in modo più pulito rispetto allo scorso anno, ma il vento qui rende ogni run una sorpresa”, ha confidato uno dei piloti nel paddock, sintetizzando una sensazione condivisa.

Nel resto della griglia, l’Aston Martin ha confermato Fernando Alonso per l’intera giornata, mentre la Williams ha puntato su Alexander Albon per portare avanti il lavoro sulla gestione delle gomme con serbatoi carichi. La Haas ha alternato Oliver Bearman e Esteban Ocon, mentre Alpine ha continuato il programma di rodaggio con Franco Colapinto. Anche il progetto Audi ha messo in pista Gabriel Bortoleto al mattino e Nico Hulkenberg nel pomeriggio, mentre Racing Bulls ha confermato Liam Lawson per entrambe le sessioni. “Qui non si cerca il tempo secco, ma la coerenza: se la macchina resta stabile sui long run, hai già vinto metà della battaglia”, ha spiegato un tecnico di lungo corso, lasciando intendere che le vere gerarchie emergeranno solo quando si passerà al weekend di gara.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 08:12
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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