Nel paddock del Bahrain, durante la seconda giornata di test, il confronto tra addetti ai lavori si è acceso sulle scelte progettuali delle nuove monoposto di Formula 1. Lontano dai cronometri, a catturare l’attenzione sono soprattutto le differenze concettuali tra i progetti, che raccontano una griglia divisa in più filosofie aerodinamiche. Il quadro che emerge non è quello di una direzione comune, ma di un ventaglio di soluzioni destinate a evolvere rapidamente nelle prossime settimane, con sviluppi continui già previsti nelle prime gare del mondiale.

A Sky Sport Italia, Matteo Bobbi ha intercettato lo storico commentatore italiano Giorgio Piola che ha parlato così delle nuove monoposto in F1. “Le vetture che stiamo vedendo sono lontane dall’essere simili tra loro, ed è proprio questo il motivo per cui vale la pena essere qui: il lavoro di sviluppo sarà enorme e porterà cambiamenti a raffica”, è il senso della valutazione raccolta a bordo pista. Tra le sorprese spicca la McLaren F1, che ha stupito per un passo più compatto rispetto alle rivali, mentre la Mercedes F1 si è presentata con una configurazione profondamente rivista rispetto alle prime uscite stagionali, quasi un’evoluzione di seconda fase. Sullo sfondo resta la grande incognita legata al motore: “Tutti danno l’impressione di non mostrare il vero potenziale, è difficile credere che qualcuno stia già spingendo al massimo”, è la sensazione che circola tra i box.

Red Bull e Ferrari tra scelte estreme e soluzioni difficili da copiare

Tra i progetti più osservati c’è quello della Red Bull Racing, al debutto con il primo motore realizzato internamente, pur con un forte contributo di tecnici provenienti dall’area Honda. Le fiancate molto scolpite e spinte al limite raccontano una ricerca estrema dell’efficienza aerodinamica. Anche la Ferrari F1 ha attirato sguardi per le novità portate in pista e per alcune soluzioni che, per scelta progettuale, non sono facilmente replicabili dagli avversari. “Alcuni dettagli della zona posteriore sono legati a decisioni strutturali: non basta copiare una forma, serve aver pensato l’architettura dall’inizio”, è il commento che sintetizza il tema, lasciando intendere come certe strade siano ormai irreversibili nel breve periodo.

Aston Martin in difficoltà gerarchie tutte da decifrare

Il rovescio della medaglia riguarda la Aston Martin F1, che continua a convivere con problemi di gioventù su una vettura ancora lontana dalla continuità di rendimento attesa. “La macchina ha potenziale ma non riesce a esprimerlo con regolarità, servono aggiornamenti mirati e tempo”, è l’analisi che emerge nel paddock. La sensazione diffusa è che ogni squadra abbia intrapreso una strada diversa e che il vero valore dei progetti emergerà solo con il primo ciclo di sviluppi. Per le prime quattro o cinque gare, le gerarchie resteranno fluide, con continui rimescolamenti legati agli aggiornamenti e alla capacità di interpretare al meglio regolamento e gestione delle gomme.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 08:22
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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