Un commento colorito dal Belgio ha subito fatto discutere nel paddock: Max Verstappen, protagonista indiscusso degli ultimi anni di f1, è stato descritto da suo padre con una metafora tanto vivace quanto risonante mentre esprimeva giudizi sulla stagione 2026 in avvicinamento. A margine delle prove invernali, Jos Verstappen ha colto l’occasione per promuovere la svolta tecnica operata da Red Bull e dalla sua nuova power unit, lodando il lavoro svolto e gettando luce su un clima interno finalmente più disteso dopo anni di turbolenze. Le parole di Jos arrivano in un momento cruciale, a poche settimane dall’inizio del campionato, mentre l’attenzione è puntata sulle prestazioni reali delle monoposto e sulla competitività del motore Red Bull rispetto ai giganti storici come Mercedes o Ferrari. 

Più benzina che sangue: la filosofia di un campione

Parlando con i media belgi della RTBF, Jos Verstappen non ha lesinato immagini nell’elogiare la determinazione del figlio, arrivando a dire che in Max “c’è più benzina che sangue nelle vene”, per sottolinearne la fame di vittoria e la totale dedizione alla disciplina. “Dice sempre quello che pensa e sa perfettamente cosa vuole. Ha quell’energia e la porta in ogni cosa che fa”, ha spiegato Jos, evidenziando il mindset competitivo che ha reso Verstappen una delle figure più temute e rispettate della griglia. Pur consapevole che i commenti più “crudi” del figlio sulla nuova Formula 1 – come quelli relativi alla gestione dell’energia e all’esperienza di guida sotto i regolamenti 2026 – abbiano acceso qualche discussione extra-pista, Jos ha enfatizzato come quella trasparenza sia parte integrante del carattere del campione. 

Red Bull Powertrains sotto i riflettori

Se il carattere di Verstappen è già noto, le novità tecniche sono una delle sorprese più osservate della stagione. Con la nuova redazione delle regole motore che vede Red Bull impegnata per la prima volta nella costruzione interna della power unit, ogni commento legato alla prestazione della RB22 è sotto la lente. Jos ha riconosciuto che, pur data la natura ingannevole dei test invernali, la power unit ha risposto bene e con affidabilità, elementi che non erano scontati vista la complessità del progetto 2026. “È facile vedere tanti dati, ma alla fine quello che conta è come si comporta il motore nella gara vera – e da quello che vediamo ora, funziona bene”, ha aggiunto, salutando positivamente la transizione da partner storici al nuovo corso motoristico interno al team. 

In un momento in cui le conversazioni su equilibrio elettrico-termico e gestione dell’energia dominano i briefing tecnici, il premio di osservazioni come quella di Jos Verstappen è duplice: da un lato umanizza il pilota e il rapporto padre-figlio; dall’altro accende il dibattito sul reale potenziale competitivo della nuova Red Bull nel nuovo panorama regolamentare.

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Sezione: News / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 12:14
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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