La nuova stagione di Formula 1 si avvicina e la Ferrari ha già acceso il dibattito tecnico nel paddock. Durante i test in Bahrain, la SF-26 ha mostrato una soluzione inedita: un’ala posteriore con elementi superiori capaci di ruotare quando il pilota attiva la modalità da rettilineo prevista dal regolamento 2026. Non un semplice lembo che si apre come nel vecchio DRS, ma un movimento più complesso e visivamente evidente.

La squadra di Maranello, reduce da un 2025 privo di successi, punta a rilanciarsi con un progetto aggressivo. Dopo l’introduzione di un piccolo elemento aerodinamico in zona scarico, l’attenzione si è concentrata proprio sull’ala rotante, pensata per adattarsi alle nuove norme sull’aerodinamica attiva. Una scelta che distingue la Ferrari dalla maggior parte dei rivali, orientati verso soluzioni più convenzionali.

Vasseur frena: “Non è una grande differenza”

Intervenuto in conferenza stampa, il team principal della Scuderia ha ridimensionato l’impatto delle novità. “Penso che tutti stiano facendo innovazione. A volte è visibile, a volte no. Sono sicuro che i nostri concorrenti e tutti sulla griglia stanno facendo esattamente la stessa cosa”.

Vasseur ha poi aggiunto: “È vero che gli ultimi due pezzi che abbiamo portato in pista erano visibili dall’esterno, ma non è una grande differenza con gli altri. Non so se sarà per Melbourne o per il prossimo [in Cina]”. Parole che lasciano aperta ogni ipotesi sul debutto dell’ala al GP d’Australia dell’8 marzo, segno che a Maranello stanno ancora valutando rischi e benefici.

I dubbi tecnici e le reazioni nel paddock

Secondo l’analisi di Matt Somerfield, diverse squadre avrebbero preso in considerazione un concetto simile, salvo poi accantonarlo per possibili criticità. “Si capisce che altre squadre nel paddock hanno considerato il suo uso, ma hanno scelto di non spendere tempo e risorse nello sviluppo di una soluzione che aveva anche alcuni svantaggi percepiti”.

Tra questi, la rapidità di apertura e chiusura rispetto a sistemi più tradizionali e un possibile effetto indesiderato nella fase di transizione, quando i flap assumono una posizione quasi verticale. In quel frangente, l’ala potrebbe comportarsi come una vela, generando resistenza invece che efficienza. Anche James Vowles ha confermato che una soluzione simile non era “incrociata nel nostro radar” in fase di progettazione.

La domanda ora è semplice: genialità destinata a fare scuola o scommessa troppo ardita? Melbourne darà la prima risposta.

 
Sezione: News / Data: Sab 21 febbraio 2026 alle 13:45
Autore: Francesco Franza
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Francesco Franza
Ho 37 anni, sono nato e cresciuto a Roma e mi sono laureato in Comunicazione e Multimedialità presso l’Universitas Mercatorum con 107/110. Lavoro come IT Support Professional, ma collaboro con F1-News.eu per costruire la mia carriera nella comunicazione, la mia più grande passione. Amo i motori da sempre e i trionfi di Schumacher in Ferrari
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