Nel paddock di Sakhir cresce la sensazione che la nuova Ferrari SF-26 sia una delle vetture più solide di questo avvio di ciclo tecnico. I riscontri cronometrici dei test non raccontano tutta la storia, ma le impressioni raccolte tra ingegneri e osservatori sono convergenti: la Rossa ha messo insieme un pacchetto coerente, leggibile per i piloti e meno nervoso rispetto alle monoposto dell’ultima generazione a effetto suolo. In questo contesto, l’adattamento di Lewis Hamilton appare più rapido del previsto, segnale di una macchina che trasmette fiducia fin dai primi giri.

Hamilton ritrova feeling e fiducia al volante

Dalla pit lane, le valutazioni tecniche raccontano di un sette volte campione del mondo finalmente più sereno nelle reazioni della vettura. Secondo le letture emerse nel box, “Lewis sembra muoversi in modo più naturale sulla SF-26 rispetto a quanto accadeva con le ultime monoposto a effetto suolo: la macchina risponde in maniera più lineare e questo lo aiuta a fidarsi dell’anteriore”. Un dettaglio non banale in una Formula 1 sempre più sensibile agli assetti estremi. C’è anche un aspetto legato alla power unit: “ci arrivano indicazioni su un turbo più compatto, che entra in pressione prima e rende l’erogazione meno brusca. Nelle fasi di partenza questo può fare la differenza”. A Sakhir la SF-26 sembra trovarsi a proprio agio, ma il quadro potrebbe cambiare su piste meno favorevoli come Melbourne, dove il compromesso aerodinamico richiede altre priorità.

Ferrari nel gruppo di testa senza illusioni facili

Il consenso nel paddock è che la Ferrari sia dentro il quartetto di riferimento con Mercedes, Red Bull e McLaren, ma stabilire chi sia davanti resta prematuro. La lettura più onesta invita a non confondere i segnali incoraggianti dei test con certezze assolute: “la Ferrari è pienamente nel gruppo di testa, ma è difficile dire se sia la prima o l’ultima di questo blocco. I tempi dei test vanno presi con cautela”. L’idea è che l’ambiente di Sakhir abbia esaltato alcuni punti di forza della SF-26, mentre l’Australia offrirà uno scenario tecnico differente. L’entusiasmo c’è, ma nel box sanno bene che il Mondiale non si vince a febbraio, e che le gerarchie reali inizieranno a emergere solo dopo le prime gare.

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Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 11:17
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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