Dietro le quinte della stagione 2026 di Formula 1 si è consumato uno degli snodi politici più significativi degli ultimi anni: la disputa sulla regolarità della power unit di Mercedes. Dopo settimane di tensioni tecniche, riunioni della Commissione F1 e richieste di chiarimenti da parte di più costruttori, l’incontro tra FIA, FOM e costruttori non ha prodotto un risultato “vincente” per i rivali della Stella. La questione ruota attorno al modo in cui viene misurato il rapporto di compressione del motore, con la Mercedes favorevole alla metodologia attuale e gli altri team — tra cui Ferrari e Red Bull  — che chiedono verifiche più stringenti in condizioni di esercizio reali. La sensazione è che la votazione di settimana prossima aggiungerà il test a caldo - che Mercedes avrebbe già superato settimana scorsa - del rapporto di compressione da agosto ma MErcedes potrà comunque omologare la PU entro il 1° marzo senza problemi.

Il team principal di Maranello, Frédéric Vasseur, ha commentato con equilibrio ma senza nascondere una certa amarezza. “È stata una buona riunione, è importante discutere insieme per trovare soluzioni — ha detto sorridendo —, però ora siamo con le scadenze addosso: dobbiamo spedire tutto a Melbourne e prendere una decisione rapida”, sintetizza la sensazione che filtra dal paddock dopo l’incontro, dove la proposta di introdurre controlli del rapporto di compressione anche a temperature di esercizio è stata posticipata a dopo la pausa estiva. Secondo quanto emerso, la power unit Mercedes potrà correre indisturbata per i primi 13 Gran Premi della stagione prima che la metodologia venga modificata, se approvata dai motoristi. 

Contesto tecnico e politica nel paddock

La battaglia non è soltanto tecnologica ma anche politica. La Mercedes ha difeso con forza la propria interpretazione delle regole, sostenendo che il motore è conforme ai limiti quando misurato secondo i criteri attuali, mentre gli altri costruttori vorrebbero un approccio più stringente, che tenga conto delle condizioni reali di funzionamento. Dopo la riunione, il compromesso politico individuato consiste nel rinviare qualsiasi modifica effettiva all’omologazione delle power unit fino ad agosto, lasciando ai team mesi di elaborazione dei dati raccolti nei test. Il clima resta teso ma pragmatico, con l’obiettivo condiviso di evitare proteste formali in Australia e di affrontare il mondiale senza ulteriori ombre regolamentari. 

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 11:39
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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