Nel paddock del Bahrain, tra riunioni tecniche e prove che raccontano verità parziali, in casa Mercedes F1 si respira un clima di realismo operativo. La squadra sa di essere osservata speciale, ma rifiuta l’etichetta di favorita assoluta. Il lavoro fatto durante l’inverno ha restituito segnali incoraggianti, senza alimentare illusioni. Tra scelte politiche sui regolamenti motore e la crescita dei piloti, la direzione è chiara: costruire solidità oggi per raccogliere domani, con la consapevolezza che la stagione non offrirà gerarchie stabili nelle prime gare.

Intercettato da Davide Camicioli per Sky Sport Italia, Bradley Lord ha tracciato un parallelo che sa di scaramanzia e memoria storica: “L’ultimo trionfo di un italiano che ho vissuto da vicino risale al 2006, quando *Giancarlo Fisichella vinse in Malesia con la Renault. Mi auguro che il prossimo successo azzurro capiti di nuovo con me in squadra”. Sul tema della presunta superiorità tecnica, il dirigente frena gli entusiasmi: “Se ci dipingono come il riferimento, meglio così, ma la realtà cambia di giorno in giorno: vediamo quattro team alternarsi davanti. Il nostro lavoro è buono, però il percorso è ancora lungo”. L’idea di una sfida iridata interna tra Kimi Antonelli e George Russell entusiasma e al tempo stesso mette pressione al team: “Dipenderà dalla macchina: se sarà all’altezza, una loro lotta per il titolo sarebbe un banco di prova anche per noi come struttura”.

Motori sotto esame e crescita del talento italiano

Il capitolo politico resta caldo. “Il voto dei motoristi arriverà a breve e accetteremo l’esito. Dopo l’omologazione di marzo non ci saranno margini d’intervento: se emergesse un gap, l’unica strada sarebbe uno sviluppo addizionale previsto dal regolamento”, spiega Lord, sottolineando come le scelte tecniche siano ormai incardinate su tempi stretti. Poi il focus torna su Antonelli e sul suo percorso umano oltre che sportivo: “Un anno fa era teso, reduce da un’estate complicata che però lo ha fatto maturare. È rientrato forte nel finale, quella prestazione in Brasile è stata una svolta. La crescita è un viaggio continuo: lui impara da noi e noi da lui, weekend dopo weekend. Attorno ha un ambiente familiare che lo sostiene nel modo giusto per diventare pilota e persona”. La sensazione, nel box di Mercedes, è che il potenziale ci sia già oggi, ma che la vera differenza la farà la capacità di trasformare la solidità dei test in continuità di risultati quando il Mondiale entrerà nel vivo.

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Sezione: News / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 11:33
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
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Paolo Mutarelli
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Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
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