L’innovazione tecnica torna a scuotere il paddock di Formula 1 e questa volta il baricentro della discussione è Maranello. Nel fine settimana, tra dati che rimbalzano nei box e simulazioni passate al setaccio, l’ala posteriore “ribaltabile” di Ferrari ha acceso il dibattito tra addetti ai lavori e rivali. Una soluzione che divide, incuriosisce e promette di spostare equilibri sottilissimi. Non è solo una questione di velocità sul dritto: qui si parla di filosofia progettuale, di coraggio e di quanto una squadra sia disposta a rischiare per guadagnare decimi decisivi in una griglia sempre più compressa.

Il tema è esploso dopo le parole della giornalista di Sky Sports UK Bernie Collins a, che ha raccontato i retroscena dei test svolti da Ferrari sulla nuova ala. “La squadra ha voluto spingersi oltre, verificando non solo l’efficacia del concetto, ma anche il comportamento estremo del componente quando la struttura arriva a ribaltarsi: il punto era capire se il sistema riesce a ‘ritrovare la strada’ e tornare in assetto corretto”, ha spiegato l’analista britannica. “Altri team avevano analizzato il progetto al simulatore e nutrivano dubbi sulla resa nel mondo reale. I test in pista hanno dimostrato che il concetto funziona”. Una presa di posizione che ha messo in fila i timori dei rivali: il confine tra soluzione geniale e azzardo tecnico è sottile, soprattutto quando si tocca un’area delicata come l’aerodinamica posteriore, cruciale per stabilità e trazione in uscita di curva.

Nel box di Ferrari il lavoro si intreccia con altri dossier caldi della settimana, dall’evoluzione dell’ala mobile alle verifiche sulla piattaforma SF-26. L’idea di fondo è chiara: recuperare carico in curva senza pagare dazio in rettilineo, sfruttando una soluzione che “respira” alle alte velocità e si ricompatta nelle fasi di trazione.

Tecnica al limite: l’ala che cambia atteggiamento

Non è solo un titolo suggestivo, ma il racconto di un progetto che nasce da una lettura aggressiva del regolamento e che potrebbe costringere gli altri a inseguire. Nel paddock si mormora che alcune scuderie stiano già valutando contromisure, consapevoli che il vero vantaggio non sta tanto nel copiare il pezzo, quanto nel comprendere la logica che lo governa.

Il punto interrogativo, ora, è sulla continuità: “Sarà interessante capire se la squadra continuerà su questa strada e se la soluzione verrà confermata in assetto gara. Lo scopriremo a breve, e soprattutto capiremo se gli altri inizieranno a pensare che, dal punto di vista tecnologico, questa via sia davvero praticabile”, ha aggiunto Collins.

Strategia o rischio calcolato: il bivio Ferrari

Si gioca su dettagli invisibili all’occhio del pubblico, ma decisivi nel cronometro. In un Mondiale in cui la forbice si misura in centesimi, una scelta così radicale può diventare la miccia che accende una nuova corsa agli sviluppi, riportando l’ingegneria al centro della sfida tra f1 e ferrari f1.

Parole chiave: f1 news, ferrari f1, f1, f1 formula 1, f1 oggi, ala posteriore Ferrari, aerodinamica F1, innovazione tecnica

Sezione: News / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 08:06
Autore: Paolo Mutarelli / Twitter: @j_pablo99
vedi letture
Paolo Mutarelli
autore
Paolo Mutarelli
Giornalista classe 1999, pubblicista dal 2022, laureato magistrale in Scienze Politiche e relazioni Internazionali nel 2025 all’Università La Sapienza di Roma. Il mondiale perso da Massa nel 2008 ha acceso la miccia di un bambino che ha iniziato a seguire la Formula 1 e la altre categorie del motorsport.
Print